Ma sì, facciamoci una risata, con Grillo si ride

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L’intenzione fosse stata di strappare una risata, l’exploit del comico genovese è pienamente riuscita. Ma è una risata che nasconde un pericolo serio per la democrazia che il guitto fondatore dei 5Stelle definisce obsoleta. Non lo crederebbe neppure l’italiano più avulso dal mondo della politica ma è vero: Il Beppe, guitto da palcoscenico, si affaccia alla ribalta e spara la balla più esilarante dell’intera storia del Movimento: senatori eletti dal voto degli italiani? Roba vecchia, da rottamare. Il nuovo? Va ricercato nell’inconsueto, nell’inedito, nella libera creatività pentastellata: “Lasciamo che a governare siano semplici cittadini, tirati a sorte, magari sfogliando a caso le pagine degli elenchi telefonici.

Che meravigliosa idea, l’Italia governata da Pinco e Pallino estratti a sorte. Per non farsi mancare nulla in tema di comicità, il grillo parlante ha discettato sull’euro. In spregio al giudizio unanime degli economisti, che ritengono un suicidio finanziario l’uscita dalla moneta unica, il grillomane ispiratore delle insipienze di Di Maio e compagni evoca il fantasma del referendum abrogativo. “Decida il popolo”. L’idea della ghigliottina sul Parlamento non ha la paternità del comico. L’ha mutuata da un’esternazione del Casaleggio junior (“In futuro Parlamento inutile”). I buonisti si astengono dal giudicare quanto è in fieri sull’asse Salvini-Grillo, i colpevolisti mettono in guardia quel che resta della sinistra, sicuri che sia meglio prevenire che reprimere..

E’ difficile equivocare sulla devastante intromissione nelle dinamiche che regolano il confronto democratico: l’abolizione delle Camere, cioè del Parlamento, somiglia troppo ai colpi di Stato che consegnano il potere ai dittatori e potrebbe essere propedeutica a una “lega” di Paesi che ripropongono ideologie di destra, alimentate da razzismo e nostalgia dei regimi totalitari.

Il contrasto in famiglia sulle comiche di Grillo attore e Casaleggio suggeritore si deve al “el pueblo unido jamás será vencido”, ovvero a Roberto Fico, che si è assunto la responsabilità di parare i loro colpi alla democrazia e a pochi altri. In tema di ghigliottina sugli eletti ha difeso i rami del parlamento, sfiorando il rischio di espulsione e nei giorni scorsi ha manifestato posizioni vicine all’ideologia dell’accoglienza, di difesa delle organizzazioni umanitarie che salvano la vita dei migranti.

Altre grane nel corpo in subbuglio dei grillini. Il gruppo parlamentare digerisce male la scelta della quota mensile di mille euro da destinare alla organizzazione e alla partecipazione ad eventi ufficiali del M5S. Commenta Elvira Savino, Forza Italia: “Nel giorno in cui si vogliono abolire i vitalizi agli ex parlamentari, i grillini si sono aumentati lo stipendio a 6.250 euro al mese”.

La pattuglia dei pentastellatiIi, a giudicare dalla sortita Grillo-Casaleggio sul Senato degli estratti a sorte è in chiara difficoltà se inventa l’inverosimile nel tentativo di arginare lo tsunami leghista, che con robusta astuzia accresce il consenso popolare issando le bandiere di guerra a costo zero come la xenofobia e la concessione a chiunque di diventare il giustiziere per difesa personale. Al contrario Di Maio arranca nell’impossibilità di trasformare in fatti le promesse elettorali del reddito di cittadinanza, che il ministro Tria dice realizzabile solo con la certezza della copertura finanziaria e il taglio dei vitalizi quasi certamente contestato a suon di ricorsi e dalla prudenza dalla Casellati. In stand by anche i decreto dignità e alza la voce il dissenso interno interpretato non solo da Roberto Fico.

A complicare la vita del movimento anche i sondaggi: la Lega dei razzisti, omofobi e ultra nazionalisti, sarebbe in vista del sorpasso sui 5Stelle. Insomma si intravede l’eclissi della luna grillina e di qui le tragiche gag del comico genovese.

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