EUGENIO SCALFARI / ECCO LA RINASCENTE NUOVA SINISTRA

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Amenità domenicali. Come di consueto il dì di festa il fondatore-affondatore de La Repubbica, Eugenio Scalfari, che ha convocato becchino Mario Calabresi per la bisogna, parla nel suo proverbiale Editoriale con Popolo, proprio come l’amico Francesco da San Pietro. Per il resto, il suo Tempo lo dedica ai colloqui con Dio.

Planando sulle bollenti terre domenicali stavolta il Vate decide di farsi una camminatina sui carboni ardenti. 

Così parla il Profeta: “Il vero problema del nostro Paese è la sinistra. Ma c’è mai stata per lungo tempo, oppure quasi mai nella storia dell’Italia moderna?”.

Ci vorrebbe solo un Maurizio Crozza in forma smagliante per proseguire nell’intervento, che svolazzando da Mazzini e Garibaldi, Diderot e Voltaire, passa poi all’ottimismo della ragione. 

“In Italia tuttavia l’ipotesi di una rinascita è accettabile”. E poi: “In Italia stiamo vivedo un momento che vede il potere in mano alla destra. La sinistra tuttavia è in grado di rinascere. Come? Con chi? Questi sono gli interrogativi ai quali rispondere”.

Siamo alla nuova scoperta dell’America o al vaccino antipolio di Sabin? Affidiamoci allora al Profeta per la nostra camminata nel deserto.

“La sinistra italiana rinasce nel dopoguerra mondiale con Palmiro Togliatti e la sua squadra”. Partiamo un po’ da lontanuccio, ma affidiamoci alla nostra ispirata guida. “C’erano con lui – rammenta – Ingrao, Amendola, Napolitano, Reichlin, Longo. Berlinguer”. La polvere del deserto si fa sempre più densa e avvolgente. 

Visto che nei deserti è difficile trovar piste, per un bel po’ c’imbattiamo in Bierre e nel caso Moro, nella sagoma di Ciriaco De Mita. Poi, improvvisa, spunta una lapide: c’è scritto 4 marzo. 

Ed ecco, di nuovo, quell’assilante domanda: “C’è un’altra sinistra che forse potrebbe risvegliare coscenze e impegno indispensabili in un Paese democratico?

Tornano quelle ossessive nebbie: “si dirà che altri partiti un tempo estremanente importanti sono del tutto scomparsi: la Dc non esiste più, la socialdemocrazia altrettanto”. 

Ma ecco che, giunti in fondo al baratro fatto di antropoidi padani e 5 Stelle matti da legare,  vediamo spuntare un luce. Fioca, ma quanto basta per accompagnarci verso il radioso futuro. 

Leggiamo allora, in un misto tra estasi e devozione, le tavole della nuova democrazia in arrivo da quel Cielo che tanto spesso il nostro Vate frequenta.

“Abbiamo bisogno di una sinistra nuova, moderata, adatta a gestire quello che sta accadendo non solo nel nostro Paese ma soprattutto nel continente del quale facciamo parte. L’impegno della nuova sinistra si basa soprattutto sulla necessità di allargarne lo spazio politico”.

Ma eccoci ai nuovi Apostoli nominati su campo: “I quadri ci sono e sono già perfettamente in grado di questa operazione ricostruttiva: Prodi, Veltroni, Gentiloni, Fassino, Minniti, Zingaretti, Delrio, Calenda. Ma bisogna allargare ideologicamete e civilmente il quadro dirigente. Ne dovrebbero far parte Bonino, Casini, Zagrebelsky e molti altri ancora che incidano non sul partito ma sul rapporto con popolo”. 

Ma “Siamo su Scherzi a parte”? Riaffidarci ai carnefici che ci hanno già spolpati e/o fatti a fettine? Ai cervelloni che ci hanno portato al massacro? E osiamo aggiungerci anche la radicalchic portabandiera italiana e internazionale del filantropo Mangia-Paesi George Soros, l’eterno Dc ora trasvestito da Pd e un ottimo cattedratico adatto al museo delle cere? 

Ma fateci il piacere, avrebbe “pittato” Totò.   

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