NOZZE BAYER – MONSANTO / OK DAGLI STATES, EUROPA MUTA

Condividi questo articolo

Ok finale alla maxi fusione del secolo tra il colosso farmaceutico tedesco Bayer e quello agricolo a stelle e strisce Monsanto, leader nel campo degli OGM. 

Una fusione da 66 miliardi di dollari.

Il disco verde finale è appena arrivato dell’Antitrust americano: un’autorità solitamente rigidissima, stavolta invece molto morbida e flessibile, anche sul versante dei tempi, visto che la ‘pratica’ è stata sbrigata nel giro d’un paio di mesi. 

Sul tappeto c’era un gigantesco scoglio in termini di concorrenza: per questo l’Antitrust ha chiesto al promesso sposo Bayer di vendere qualche pezzo pregiato di famiglia nel suo vasto arcipelago che coinvolge anche il settore agroalimentare. Detto fatto, Bayer ha passato alcuni suoi asset – per un valore che si aggira sui 9 miliardi di dollari – alla connazionale Basf. 

Di tutta evidenza il ‘piano’ di cessione era già bello e pronto nel cassetto: tutto concordato in anticipo, alla faccia dei mercati, delle pseudo autorità di controllo e, soprattutto, dei cittadini-consumatori.

“Il più grande disinvestimento nella storia delle politiche antitrust”, commentano alcuni economisti. Mentre sul versante dell’Antitrust yankee fa presente un suo membro, Makan Delrahin: “Il sistema agricolo americano è di essenziale importanza per la nostra economia, il nostro sistema alimentare e il nostro modo di vivere. Agricoltori e consumatori si appoggiano su una concorrenza testa a testa tra Bayer e Monsanto”. 

Ma quella presunta concorrenza tra big, ormai, è tramontata. E ora nasce un autentico Moloch capace di condizionare non solo i destini degli agricoltori-consumatori degli Stati Uniti, ma di tutto il mondo. Con ripercussioni telluriche sui processi di globalizzazione già in atto, iper aggressivi e capaci di sterminare le economie dei paesi più deboli.

Avete sentito una parola, una sola, da parte delle autorità europee, caso mai preoccupate per una operazione di tale portata? Niente, il silenzio più tombale: a parte lo scontato ok da parte del fantoccio antitrust che batte bandiera Ue. 

Quelle stesse autorità europee che dettano e impongono l’agenda dei governi, come nel fresco caso Italia. Invece genuflesse di fronte alla clamorosa operazione messa a segno da Germania e Stati Uniti. 

Quale credibilità ha ormai questa Europa di banchieri & affaristi? Un’Europa che obbedisce senza battere ciglio ai diktat di Big Pharma?

Condividi questo articolo

Lascia un commento