Destino a termine per i deportati di Gaza

Condividi questo articolo

Sembra che finalmente parte della stampa italiana racconti con la giusta dose di indignazione quanto accade nella striscia di Gaza. Oggi il suggerimento è di navigare in internet e cercare nel sito del “Fatto Quotidiano” l’articolo a firma di Francesca Borri, inviata di guerra. Ricorda che il popolo palestinese, espropriato di quasi tutto il suo territorio, è preda dell’aggressione israeliana. Nella striscia di Gaza manca l’acqua potabile, per l’ottanta per cento sopravvive per gli aiuti umanitarie, per il cinquanta per cento degli abitanti è affamata e senza alcuna ragione subisce i bombardamenti dei micidiali f16. Per i due milioni di palestinesi deportati a Gaza la corrente elettrica è disponibile solo quattro ore al giorno, anche negli ospedali, per le sale operatorie e le incubatrici. E’ impressionante la conclusione dell’articolo della Borri: “Secondo l’Onu, Gaza tra dieci anni non sarà più adatta alla vita umana”. L’ignobile assassino di 60 palestinesi e di tremila feriti centrati dai cecchini, al confine è solo un ultimo atto di violenza disumana. Non meno abominevole l’attacco del 2014, quando su Gaza, Israele rovesciò bombe di potenza complessiva pari all’atomica sganciata su Hiroshima e fece 2000 morti, quasi tutti civili, il 30 percento bambini.

Proverbi, motti e frasi popolardialettali. Monito molto frequentato è “Il lupo perde il pelo, ma non il vizio” e appartiene di diritto al pregiudicato Berlusconi. A proposito del governo Lega-5Stelle: lo spread schizza il alto, la borsa di Milano accusa segnali di sofferenza, l’Europa ammonisce l’Italia perché non minacci il processo di risanamento faticoso dell’economia, ma chapeau alla quota del “contratto” che di fatto rottama l’ex Cavaliere, il quale in trasferta valdostana è stato omaggiato dai dirigenti di Forza Italia. Tra evviva e salamelecchi, il referente locale lo ha omaggiato di un’opera (buffa) di un artista locale e del simbolo della regione. Silvio, con sguardo concupiscente alla figlia del donatoe: “Grazie, ma preferisco lei” Per nulla infastidito dalla gaffe il padre ha commentato (incredibile): “Buongustaio”. E Silvio: “Cosa bisogna fare per fingere di essere ancora giovani” Sic!

Sembra inarrestabile la violenza seriale che ha il suo estremo numericamente impressionante nel femminicidio e corollario inaccettabile negli abusi sessuali. In tema di molestie sessuali, culmine del fenomeno è ritenuto il Brasile. In questo caliente Paese è in atto l’esperimento di un abito antimolestie. Lo hanno indossato tre volontarie a San Paolo durante una festa in discoteca. I sensori cuciti nel tessuto hanno segnalato a una piattaforma che sono state vittime di toccamenti contro la loro volontà per 157 volte in quattro ore.

L’Italia divisa. Quasi metà leghista, l’altro cinquanta per cento, per protesta, grillino, ma né il Nord di Salvini, né li Sud di Di Maio, hanno in animo di avvicinare economia, stato sociale, efficienza e futuro del Mezzogiorno a standard nazionali sbilanciati a favore delle regioni settentrionali. Il Nord diventa sempre più nord razzista e non meno omofobo. Da est a ovest dell’arco delle regioni a ridosso dell’Europa che conta, un coro unanime dice no ai gay pride, a momenti di visibilità per minoranze discriminate. Il no è motivato dall’accusa di esibizionismo folcloristco. L’Arci Gay: “In tanti vorrebbero partecipare, ma hanno paura di perdere il posto” E questo è il vero problema di una parte consistente del Paese che rifiuta la coesistenza con ogni diversità, che sia il colore della pelle, la disabilità, usi, costumi, tradizioni e fedi religiose altre. Tra i più retrogradi c’è il governatore leghista della Lombardia Fontana, in compagnia delle città di Genova, Novara, Trento e Varese, indifferenti al dramma di oltre cinquanta vittime al giorno di omofobia, ma non manca l’omofobo di centrosinistra. Ugo Rossi, presidente della provincia di Trento ha negato il patrocinio al Dolomiti Pride. E l’Italia? L’Italia in tema di politiche a favore degli omosessuali è al posto 32 su 42, preceduta da Albania, Kosovo, Bosnia, Serbia, Repubblica Ceca, Cipro e Slovacchia. Tra i paesi virtuosi Malta, Belgio, Norvegia.

Condividi questo articolo

Lascia un commento