Tre Ave Maria, perdono assicurato

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Un fondamento della cattolicesimo nella versione costruita dal clero a proprio uso e consumo è la confessione e il conseguente perdono, negato a nessuno, a prescindere dal peccato autodenunciato, coperto dal segreto confessionale. Tre, cinque, dieci ave maria, un paio di pater noster e fedina pedale pulita, almeno per la chiesa. E’ il caso dei vescovi cileni che scoperchiata la pentola di ignobili pratiche pedofile e stretti dalla crociata di Papa Francesco hanno fatto il gesto eroico di dimettersi in toto. Chi ha confidenza con la furbizia ultra secolare degli alti prelato, giura che il gesto precede l’intenzione più o meno prossima di schivare la tempesta, aspettare che torni il sereno e rimettersi sulle paludate vesti l’onorificenza di vescovi. Basta aspettare. Tanto c’è la scappatoia del “mea culpa, mea massima culpa”

Giggino lo spaccone. “Come vi permettete di criticarci” ha tuonato di recente “abbiamo il consenso di undici milioni di elettori”. Capperi, ha ragione Di Maio, così taluni hanno pensato. E’ che ancora non era avvenuta la consultazione (democrazia diretta!) del popolo grillino sul contratto di governo. Con apprezzabile onestà e neppure un’ombra di correzione del tiro, i 5stelle hanno rivelato i dati del test. Capperi! ha risposto all’invito la strepitosa cifra di 44mila pentastellati. E gli altri ipotetici dieci milioni e 956mila? Tutti al mare?

Se non mente l’anagrafe Giggetto Di Maio e il neo presidente della Camera Fico e con loro molti altri grillini eletti il 4 Marzo sono certamente meridionali come, e purtroppo e paradossalmente anche alcuni leghisti. A nessuno di questo spurio mixage è passato per la mente di usare le lente di ingrandimento e scoprire che nel famigerato contratto non c’è una frase, un cenno, mezza parola, sul Mezzogiorno. Ma guarda un po’, sono invece presenti le promesse di risorse per la Roma disastrata dalla grillina Raggi.

A chi pensa positivo e si dice sicuro della resurrezione della sinistra, suggeriamo di contare fino a cento prima di pensare che sia iniziata. Imperterriti, come dire, stoici, i cocci del Pd non hanno intenzione di scendere dal ring dove si scazzottano renziani, antirenziani, cani sciolti e aggregati a vario titolo.

Chiara la strategia del “Io con me, di Salvini” che logora i 5Stelle con gli arzigogoli della trattativa di governo e punta sparato a sbrigare rapidamente la pratica di un esecutivo di breve termine, perché sicuro di crescere esponenzialmente alla prossima tornata e di godere del default Pd, dei reciproci vaffa delle sue incompatibili componenti-correnti.

Anche questo è il mondo. A contestare la strage di giovani palestinesi, vittime dell’ignobile tiro a segno dei cecchini israeliani, c’è solo, o quasi, il dittatore turco Erdogan. Non è una buona notizia. Per fortuna ce n’è una più autorevole e condivisibile: Zeid Ra’ad al-Hussein, alto commissario dell’Onu per i diritti umani: “60 Palestinesi uccisi, migliaia di feriti. Un solo soldato israeliano ferito, da una pietra”.

Anche questo è il mondo. Spagna: Paolo Iglesias, leader della sinistra radicale e dei podemos, crociato contro la ricca borghesia, ha scelto come dimora per sé e la compagna Irene Montero, capogruppo del partito, una villa con piscina, non proprio compatibile con i suoi ideali di rigore a parità di diritti. Che dire, non esattamente una cosa di sinistra. A proposito: in premio, una bandiera rossa con falce e martello a chi indica un luogo della Terra dove il termine “sinistra” non sia retaggio del passato più o meno remoto.

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