“Nessun Paese in questa situazione avrebbe agito con maggiore moderazione di quanto ha fatto Israele” (Nikki Haely, ambasciatrice Usa all’Onu)

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L’assemblea dell’Onu si è riunita per affrontare quanto accade ai confini tra Israele e la Palestina al confine di Gaza, dove i cecchini di Netanyahu hanno ucciso 63 palestinesi (anche Leila al-Ghandour, otto mesi, morta di asfissia per i lacrimogeni) e ne hanno feriti 3.000, con un ignobile tiro al bersaglio su quanti manifestano contro l’esproprio dei propri territori, avvenuto militarmente e sena alcuna giustificazione.

Avvezzo a mentire, Netanyahu ha imposto ai suoi portavoce di affermare che ventiquattro dei palestinesi uccisi erano terroristi. Come abbia potuto accertarlo è una delle farneticazioni del corrotto presidente. Trump, il tycoon alle prese con più indagini giudiziarie, ha finto di ignorare che tra le vittime ci sono molti minorenni (fonte Amnesty International), altro che terroristi. Il tycoon Trump ha dichiarato su Twitter: “E’ un gran giorno per Israele”

Si chiama Nikki Haley e rappresenta gli Stati Uniti al tavolo dell’Onu, ambasciatrice per conto del presidente. Avesse vinto Rubio le ultime elezioni sarebbe stata la vicepresidente degli Stati Uniti e se avesse vinto la Clinton i repubblicani l’avrebbero candidata alla presidenza nel 2020. Insomma è potente quanto un ministro e forse di più. La Haley, durante la seduta dell’Onu: “Ogni vittima causata dalle recenti violenze è una vittima dei crimini di guerra di Hamas… Hamas è felice di quanto accaduto (!)…Nessun Paese in questa situazione avrebbe agito con maggiore moderazione di quanto ha fatto Israele”. La cinica sfrontatezza di quest’arpia a stelle e strisce riflette pedissequamente la tracotanza di Trump. L’ambasciatrice, con un comportamento di inaudita scorrettezza, è poi uscita dall’aula quando ha preso la parole l’ambasciatore palestinese e non ha ascoltato la sua drammatica dichiarazione all’assemblea: “Quanti palestinesi devono morire prima che facciate qualcosa?” Poi ha chiesto al Consiglio dei diritti umani dell’ONU una missione internazionale per indagare sui crimini commessi dalle forze di occupazione israeliane contro gente inerme. E’ stata bocciata con il veto degli Usa. Il governo palestinese ha chiesto al Consiglio dei diritti umani dell’Onu l’invio di una missione internazionale per indagare sui crimini commessi dalle forze di occupazione militare contro gente inerme. Il Rami Hamdallah ha affermato di ritenere Israele e l’amministrazione Usa responsabili del massacro contro il popolo palestinese della Striscia”.

Sullo sfondo, l’atto di irresponsabile prevaricazione dei diritti della Palestina, compiuto da Israele e avallato da Trump, che ha trasferito la capitale da Tel Aviv a Gerusalemme, contro il parere contrario delle Nazioni Unite.

La tragedia di Gaza crea tensioni internazionali. Mentre L’Europa fatica a prendere posizioni nette contro l’eccidio in corso ai confini di Gaza e in Cisgiordania, Erdogan, che non è da meno in tema di negazione dei diritti, programma per Istanbul una grande manifestazione di solidarietà con i palestinesi e richiama gli ambasciatori in Usa e Israele. Le sue parole: “Lo Stato ebraico è terrorista e responsabile di genocidio. La risposta di Netanyahu: “Erdogan è fra i maggiori sostenitori di Hamas e di conseguenza non c’è dubbio che sia un grande intenditore di terrorismo e di stragi”. Anche Israele ritira l’ambasciatore in Turchia. Che dire, tra dittatori è guerra aperta e Obama, pur senza riferimenti espliciti paragona Netanyahu a Hitler.

Abu Mazen, presidente palestinese, annuncia lo sciopero generale e tre giorni di lutto per le vittime. La sua opinione sull’inaugurazione dell’ambasciata americana a Gerulasemme: “E’ un avamposto americano”. Netanyahu prosegue nel suo percorso di sanguinosa aggressività e definisce la manifestazione dei palestinesi “Un’operazione terroristica” (e i 65 morti, i 3000 feriti cosa sarebbero, la neonata uccisa per asfissia dai gas tossici dei lacrimogeni?).

Gran Bretagna, Francia, Svezia, Polonia, Paesi Bassi, Italia, Germania e Belgio, chiedono moderazione: “Israele deve evitare un uso eccessivo della forza e Hamas ha la responsabilità di evitare provocazioni”.

Come dire un colpo al cerchio e una alla botte, per ignorare il diritto della Palestina alla restituzione dei territori usurpati da Israele. Nessuna condanna aperta della strage compiuta ai confini di Gaza.

Troppo comodo.

Il Kuwait ha annuncia l’intenzione di presentare una bozza di risoluzione per la “protezione dei civili palestinesi”. Si muove anche la Corte Penale Internazionale dell’Aja: “Adotteremo tutte le misure appropriate” in relazione alle violenze di Gaza, dichiara Fatou Bensouda, capo della procura, “Il mio staff registra ogni possibile crimine che potrebbe rientrare nella giurisdizione della Corte”.

L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha denunciato ufficialmente Israele: “Uccide in un modo che sembra indiscriminato. Sembra che chiunque possa essere ucciso o ferito: donne, bambini, giornalisti, personale di intervento, se si avvicina a più di 700 metri dalla recinzione. Sparano a un doppio amputato, quale minaccia rappresenta un doppio amputato?”

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