LE CAZZATE DI CALABRESI / I GOVERNI PERFETTI DA MONTI IN POI

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Ricordate il Trio Medusa griffato Iene che inseguiva l’imbecille di turno e alla risposta ovviamente idiota intonava “questa è una grande cazzata”?

Bene, la cazzatissima del mese stavolta se la aggiudica per distacco il direttore di Repubblica Mario Calabresi, che il 5 marzo la spara gigantesca.

Eccoci al clou del fondo titolato ‘Un governo politico o meglio il voto‘: “Dal governo di Mario Monti in poi una fetta crescente dell’opinione pubblica si è convinta, erroneamente perchè viviamo in un sistema parlamentare e non abbiamo l’elezione diretta del premier, che i presidenti del Consiglio non sono stati eletti dai cittadini, ma da manovre oscure di Palazzo”.

Guarda caso, il vip di turno per la Mezz’ora in più domenicale di Lucia Annunziata è stato Monti in carne ed ossa. Che gonfiando il petto ha ribadito il concetto: “I governi a partire dal mio non erano tecnici come si suol dire, ma espressione della volontà parlamentare e quindi popolare”.

E non ha mancato di elencare il tasso di consenso parlamentare di quegli esecutivi: al primo posto di gran lunga il suo, of course, con un voto nelle due Camere che ha oltrepassato il 90 per cento, gli altri a ruota con percentuali comprese tra il 55 e il 70 per cento. Viva la democrazia.

Ma ormai anche i mattoni sanno di quale pasta fossero quegli esecutivi. E come siano avvenuti i concepimenti e i rapidi parti.

Manovre oscure di Palazzo? Macchè. Manovre delinquenziali alla luce del sole, per massacrare quel po’ di Stato, quel po’ di economia e quel po’ diritti che rimanevano sul campo.

Palazzi, banche, Merkel uniti nella lotta per calpestarci con comodo, mentre i Maggiordomi si sono alternati per servirci (noi, Paese) meglio alla tavola di lorsignori. Con la ciliegina del governo Renzi e la diretta discesa in campo dei Poteri cosiddetti Forti, dagli amici americani targati Jp Morgan a quelli britannici capitanati da Tony Blair. La task force  ha prima diretto i lavori di sfascio a botte di Job Acts e articolo 18, per fare solo due esempi, e poi ha orchestrato l’allegra macchina da guerra referendaria.

Da oltre 7 anni la democrazia nel Belpaese è sospesa. Ma fino ad oggi nessuno ha protestato più di tanto.

Il voto è un termometro, fino ad oggi servito a poco. La sceneggiata tra vincitori e perdenti continua, in modo vergognoso, tra le macerie: da vera repubblica delle banane che più marce non si può.

Ma prodigiosamente, un bel giorno, grazie a mago Calabresi Zurlì, scopriamo che il nostro è il migliore dei paesi possibili. E i governi degli ultimi sette anni ci hanno portati in Paradiso.

Peccato sia successo a nostra insaputa.

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