SAIPEM / POZZI NERI & AUTOSTRADE PER OSSIGENARE I CONTI

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Una società di ingegneria e impiantistica petrolifera che ora trova il suo business nelle autostrade. E’ il bizzarro percorso imprenditoriale di Saipem, uno degli ex gioielli di casa Eni che ora ne condivide i destini con la generosa Cassa Depositi e Prestiti, la nuova Iri de noantri.

Il fresco appeal per caselli & corsie emerge dalla recentissima presentazione dei risultati del primo trimestre, a dir poco disastrosi nonostanze la continua ricerca di nuovi pozzi petroliferi in mezzo mondo, a cominciare dalla solita Africa che ha già dato tanti grattacapi (giudiziari) a casa Eni & consorelle.

L’ammisitratore delegato della società, Stefano Cao, appena riconfermato nell’incarico, ha infatti posto l’accento sul primo affare da seguire con molta attenzione: la realizzazione della linea ad Alta velocità sulla tratta Brescia-Verona, “la prima opera della nostra lista”. Boh. Come se Fiat, d’un botto, si mettesse a inscatolare pelati. Le vie della diversificazione sono infinite.

Il bilancio 2017 fa segnare una pesante riduzione dei ricavi, – 15 per cento rispetto all’anno precedente. E già i primi tre mesi di quest’anno registrano un rosso da 2 milioni di euro. Pesa poi sui conti la ‘mazzata’ dell’arbitrato perso con l’algerina Sonatrach. La quale, invece, ha appena stipulato un maxi accordo con Eni. Chissà se tra Saipem ed Eni, ogni tanto, si parlano…

Ma Saipem deve affrontare i rischi di un altro arbitrato, stavolta con il colosso russo Gazprom.

Le rogne, del resto, non finiscono mai. Come nel caso dell’inchiesta per corruzione internazionale portata avanti dalla procura milanese per il maxi appalto Petrobras, in Brasile. Su cui da alcuni anni ha puntato i riflettori la ‘Lava Jato‘ del pm carioca Sergio Moro; e al seguito la tangente del secolo, fino ad oggi da circa 5 miliardi di dollari e che potrebbe lievitare fino ad una ventina.

La torta petrolifera più grossa, comunque, rimane quella in terra d’Africa. Con “la fase due del giacimento di gas ‘Zohr’ in Egitto – ha spiegato Cao – un progetto molto importante e per noi strategico”. Seguono a ruota il progetto ‘Zaba Zaba‘ in Nigeria, il progetto ‘Liza‘ in Guyana, altri lavori in Mozambico e in Quatar.

In bocca al lupo e attenti al nero!

 

Nella foto Stefano Cao

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