CASO VASSALLO / SPUNTA UNA NUOVA PISTA A BASE DI DROGA 

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Delitto Vassallo, il giallo continua. Ad una manifestazione che si è tenuta al Teatro di San Carlo, a Napoli, per commemorare e soprattutto non dimenticare il sindaco-pescatore ucciso, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho ha esclamato: “Chi sa parli. E’ ora di scoprire chi lo ha ucciso”.

Purtroppo, sembra il copione recitato giorni fa dal super pm antimafia Nino Di Matteo all’indomani della sentenza per il processo sulla trattativa Stato-Mafia. “E’ ora di far luce sui mandanti delle stragi”: proprio il pm protagonista dei fallimentari processi Borsellino. Un copione, come ha ricostruito la Voce, recitato anche dall’altro (ex) pm di punta, Antonino Ingroia, che non cavò un ragno dal buco in un altro grosso processo, quello per il covo di Totò Riina lasciato inspiegabilmente incustodito.

Ma torniamo al giallo Vassallo, che fa comunque segnare delle significative novità.

Uno dei recenti episodi sui traffici di droga in provincia di Napoli, infatti, si sta incrociando con il caso del sindaco ammazzato il 10 settembre 2010.

Il personaggio chiave è un brigadiere dei carabinieri, Lazzaro Cioffi, finito giorni fa in galera con l’accusa di rapporti collusivi con Pasquale Fucito, dagli inquirenti partenopei ritenuto il boss che dirige il traffico di coca nel famigerato “Parco Verde” di Caivano, alle porte di Napoli.

Il pm della Direzione Distrettuale Antimafia Mariella Di Mauro ha appena trasmesso le carte dell’ordinanza cautelare a carico di Cioffi alla procura di Salerno, in particolare al pm che sta seguendo il caso, Leonardo Colamonico, subentrato a Rosa Volpe. E proprio alla procura di Salerno sono stati da poco sentiti alcuni collaboratori di giustizia i quali – secondo alcune indiscrezioni – hanno fatto il nome di Cioffi a proposito del caso Vassallo.

Quello stesso Cioffi che ha fatto parte di una squadra investigativa diretta anni fa da un ufficiale dei carabinieri inquisito proprio per quei traffici di droga killer che rappresentano lo scenario in cui è maturato il delitto del sindaco Angelo Vassallo. La posizione di quell’ufficiale, poi, è stata archiviata.

Ma i dubbi permangono. E ad esternarlo ci sono proprio i più stretti familiari del sindaco: “Vogliamo sapere cosa è successo quella notte. C’è un carabiniere che dice non aver sentito nulla ma era lì. Vorremmo adesso che si battesse su questa nuova pista. E sul ruolo che alcuni carabinieri hanno avuto in tutta la storia”.

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