Natalie Portman: no di protesta al “Nobel d’Israele”

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E’ davvero arduo valutare quale livello di cinica devianza c’è nell’indice che preme sul grilletto di un fucile di precisione e spegne la vita di un giovane che solitario dista trenta o quaranta metri dal filo spinato che confina la Palestina nella striscia di Gaza. Quale perversa induzione può provocare esultanza nel cecchino autore dell’omicidio a mente fredda che si congratula con se stesso per “aver fatto centro”?

Si potrebbe indulgere nella considerazione che si tratti di un soldato fuori di testa, colpevolmente arruolato nell’esercito israeliano senza valutarne l’idoneità psichica. Non è così: altri cechini hanno tirato al bersaglio su giovani palestinesi che manifestavano contro il regime aggressivo di Netanyau che ha progressivamente espropriato la Palestina di gran parte del suo territorio.

Non è dato sapere se solo a questo specifico esempio di brutale insulto alla vita di innocenti è connessa la nobile scelta di rifiutare il massimo riconoscimento di Tel Aviv, il premio Genesis considerato il Nobel israeliano: il “no” lo ha pronunciato con convinta fermezza l’attrice ebreo-americana Natalie Portman. La rinuncia ha reso nulla la solenne cerimonia della consegna che prevedeva anche un premio di due milioni di dollari da devolvere a enti che promuovono l’emancipazione femminile che finiranno nelle casse dell’associazione.

Tra ai meriti di questa donna coraggiosa, al punto di contestare la violenza del suo Paese, anche il finanziamento come produttrice e interprete del film “Sognare è vivere”, tratto dal romanzo dello scrittore pacifista israeliano Amos Oz. Ovvia la rabbiosa reazione dell’establishment governativo, fino all’insulto. Velenosa la ministra della cultura che si è inventata il plagio dell’attrice da parte di chi sostiene la campagna internazionale di boicottaggio del suo Paese. Un deputato, tra i più oltranzisti sostenitori dell’indagato presidente Netanyau, ha chiesto che sia cancellata la cittadinanza alla Portman.

E anche questa è Israele, dove chissà a quale genio del nostro Paese è nata l’idea di dare il via al giro d’Italia dalla Gerusalemme dove gli ebrei hanno in animo arbitrariamente di trasferire la loro capitale. Decisione non annullata, nonostante i palestinesi morti ammazzati dai cecchini, anche un ragazzo di 15 anni e centinaia di feriti.

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