Salvini-Di Maio, impegnati in auto restauro

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Il previsto fallimento dell’esploratrice Casellati rivela, se ve ne fosse bisogno, quale rischio corra l’Italia con uno al governo come Salvini, che monsignor Della Casa e il suo galateo spedirebbero a calci nel sedere a frequentare la scuola serale delle buone maniere. Il tipo di cui parliamo ha imitato gli alunni impreparati che rifiutano l’interrogatorio del prof con la scusa della nonna deceduta. Lui ha insultato le istituzioni disertando l’incontro, voluto da Mattarella, con la presidente del senato. “Ero impegnato altrove” ha balbettato.

A scuola, ma a quella specialistica degli istituti di rieducazione, dovrebbe soggiornare a tempo indeterminato lo studente che sulla scia di episodi analoghi (l’insegnante sfregiata con il coltello da un alunno) ha usato violenza su un docente, umiliato e colpito in testa con il casco. I genitori? Un corso serale di educazione, da imparare a dosi massicce, per trasferire i suoi principi a questo figlio degenere.

Attira simpatia da sempre, è uno dei politici con evidente vocazione all’umorismo, fine dicitore di barzellette. L’ultima è quasi sempre la migliore e noi siamo in grado di proporla, certo senza la verve dell’autore. Eccola, trae la sua comicità dal tema serio dei famigerati vitalizi. Gianfranco Miccichè, governatore forzaitaliota della regione siciliana, dichiara con espressione di convinta sofferenza (da il Fatto Quotidiano) da irritazione per l’ipotesi grillina di ridurli o addirittura eliminarli. Di qui la barzelletta. ““Se non avessi avuto il vitalizio, nel periodo in cui non sono stato deputato, probabilmente sarei stato costretto a tornare a vivere con mio padre che ha 97 anni, in attesa di maturare i 67 anni per la per la pensione. Sarei stato costretto a chiedere l’elemosina davanti a una chiesa. E’ questo che si vuole oggi dalla politica?…E’ questo che vogliono i grillini? Una cosa è certa: se le condizioni fossero state quelle di oggi io non avrei lasciato il mio lavoro per fare politica. Non mi sarebbe convenuto… Mia moglie mi avrebbe lasciato”.

Altro che barzellette: Matteo Salvini, quello che ha posato per il fotografo con il rosario tra le mani, ma contestatore del papa innovatore, al secolo Bergoglio, si fa scattare una fotografia con tre donne rom. Due mesi fa l’intenzione era di “asfaltarle”. Visto quanto sono diventato bravo? Il leghista spera che gli italiani dimentichino l’editto di rispedire al mittente i migranti, con il rischio di finire in fondo al Mediterraneo. Dalle felpe verdi con la scritta “Veneto”, “Lombardia”, “Padania” al completo blu di pretendente premier, ovvero prodigi del trasformismo.

E il competitor Di Maio? Irritato per il rifiuto di Salvini a rinnegare il sodalizio con Berlusconi lo minaccia. “Tiri troppo la corda”, ammonisce. “Piantala o chiudo un forno” che in politichese vuol dire “con te ho chiuso”.

Lo sa o non lo sa? Se lo ignora ecco un suggerimento, gratuito. Un cognome che susciti perplessità è lecito cambiarlo. Per esempio potrebbe trovarne uno nuovo la giornalista di Rai 3 Laura Troja, che firma buoni servizi televisivi.

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