Onorevole? Ma ci facci il piacere (vero ragionier Fracchia?)

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Come dar torto a chi fa di tutta l’erba un fascio e definisce mestiere il fare politica. In Parlamento occupano molti scanni deputati e senatori semi analfabeti, corrotti e corruttori, indagati, condannati, imputati, faccendieri e…millantatori. Falsi laureati, personaggi ignari dell’etica, arraffatori di privilegi autoassegnati, usurpatori (buoni o cattivi deputati che siano) del titolo di “onorevole”, abolito negli anni trenta del secolo scorso, ma adottato con disinvoltura anche dai “cittadini” pentastellati e perfino dai consiglieri regionali. In più di un curriculum fanno bella mostra di sé lauree non conseguite, master inventati. Casi eclatanti la non laurea della ministra italiana della Pubblica Istruzione e non meno lauree di grillini ottenute in Università private consorelle.

Siamo in buona, pardon, in cattiva compagnia: in Spagna la mistificazione coinvolge chi governa e chi sta all’opposizione in misura scandalosa. Si sono appropriati illegalmente di lauree e master più o meno prestigiosi la presidente della Comunidad de Madrid, molto vicina a Rajoy, il deputato regionale dei Podemos di Galizia (“sono laureato in Ingegneria”, falso), Cristina Cifuentes, presidente della regione Madrid ed ex prefetto della capitale, Pablo Casado vice segretario del Partito Popolare (stage di 4 giorni 4 spacciato per master ad Harvard ) il segretario regionale del Pse (laurea in matematica inventata) eccetera, eccetera. Onorevoli anche loro?

In tanti sacrificano spese per generi di prima necessità per assicurarsi la visione di canali televisivi commerciali. In alcuni casi, per dare un’idea dell’onere corrispettivo, abbonamenti totali a Sky e annessi (multivision, ecc.) sfiorano i cento euro mensili. Gli stessi fan della Tv di Murdoch capeggiano la protesta contro il canone Rai che al giorno costa euro 0,2465753424657534. D’accordo, dicono i contestatori, ma manda in onda programmi trash. Vero, ma nei suoi palinsesti c’è anche tanta cultura quanta non ne prevedono tutte le televisioni commerciali messe insieme.

Assolto il canone Rai con l’apprezzamento per programmi come “Bell’Italia”, Kilimangiaro, Report, le inchieste di Piero e Alberto Angela, la presenza di sedi nelle venti regioni italiane, eccetera, eccetera, non si giustifica certo la persecuzione ventennale subita dal professor Glauco Mancini, vicino ai cento anni d’età, raro italiano estraneo per convinzione alle suggestioni della Tv e perciò privo dell’apparecchio ricevente da due decenni. La Rai lo ha costretto egualmente e appunto per vent’anni a pagare il canone, nonostante avesse comunicato la disdetta nel lontano 1998, quando si è liberato dei televisori. “Evidentemente la Rai è convinta che senza la Tv sia impossibile sopravvivere” lamenta il professore. “E invece, quando mi sono sbarazzato dei televisori che possedevo, ho provato un senso indescrivibile di sollievo, un senso inconfondibile di liberazione, come dire, un altro 25 aprile. Nasce spontaneo il quesito di come io possa fare a meno della tv. E’ molto semplice: ho numerosi altri interessi, molto più coinvolgenti e gratificanti. Trovo la pervicacia della Rai improvvida e molesta. Le chiedo di lasciarmi in pace”. Come dargli torto…

Quando verrà il giorno di dire ciao a questo mondo malato, così si immagina il testamento di chi crede negli ideali enunciati da Marx, niente funerale, men che meno fiori e necrologi: sobria cremazione, accompagnata dall’esecuzione dell’Internazionale comunista, nell’interpretazione dell’orchestra dei cosacchi, con l’auspicio che non “disturbi” un deficiente pari agli idioti che hanno contestato l’accompagnamento di “Bella Ciao” al funerale di un comunista con il mito dei partigiani, morto a 86 anni in un comune della provincia di Siena.

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