CASO VASSALLO / DOPO 7 ANNI ECCO LE NUOVE INDAGINI

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Giallo Vassallo. E’ sempre mistero sull’assassinio del sindaco-pescatore di Pollica, Angelo Vassallo, ammazzato quasi sette anni fa.

Ormai in naftalina la prima inchiesta e scagionato l’unico imputato fino a oggi, o meglio fino a ieri: archiviate infatti le ipotesi accusatorie nei confronti dell’italo brasiliano Bruno Humberto Damiani de Patua, coinvolto in un giro di droga ma estraneo – secondo la procura di Salerno – all’uccisione di Vassallo.

E’ risultata decisiva la prova ‘Stube‘, ossia del vecchio guanto di paraffina, test che ha escluso l’ipotesi dell’utilizzo di un’arma da fuoco (da parte di Damiani de Patua) nelle ore precedenti al delitto.

Uscito indenne anche dal secondo, decivo testo, quello del Dna. L’analisi è stata effettuata su 160 soggetti. Escluso il profilo genetico di Damiani de Patua, però, la caccia non è terminata.

Proprio per questo motivo gli inquirenti salernitani hanno adesso aperto un nuovo fascicolo. Teso ad indentificare due ‘ignoti’ presenti sulla scena del crimine.

Un po’ lo stesso scenario che si è aperto sul delitto mai risolto di Pier Paolo Pasolini: dopo 40 anni sono saltati fuori altri due profili genetici (presenti sulla scena del crimine) che occorre identificare. Ma la procura di Roma è ormai tornata ad essere il vecchio porto delle nebbie che nulla conosce, nulla dice e nulla scopre. Ad un anno e mezzo dalla richiesta dei legali della famiglia Pasolini di riaprire le indagini, via test del Dna, niente infatti è stato ancora deciso dalla muta procura capitolina.

Il caso Vassallo è adesso affidato al pm della procura di Salerno Leonardo Colamonieri, dopo essere stato gestito da un altro pm, Rosa Volpe. Secondo gli ultimi rumors, la Volpe avrebbe annusato alcuni nuovi indizi – meglio tardi che mai – per poi passare la mano e andare ad un nuovo incarico.

I familiari di Angelo Vassallo e i cittadini cilentani hanno chiesto con forza, nei mesi scorsi, di fare finalmente luce sull’ennesimo buco nero della storia di casa nostra. Sarà mai la volta buona? Verranno superati i muri – non solo di omertà – che fino ad oggi hanno impedito ogni accertamento della verità? Finiranno una volta per tutte le ‘alte’ e depistanti protezioni?

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