GUERRA USA IN SIRIA / MACRON, L’UTILE IDIOTA, E IL “SOSTEGNO” ITALIANO

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 Sta davvero alla finestra l’Italia nello scenario di guerra che gli Stati Uniti e la Francia sono in procinto di scatenare contro la Siria? Il governo Gentiloni cerca di gettare acqua sul fuoco e il mainstream rassicura: solo “sostegno logistico agli alleati, l’Italia sceglie di stare alla finestra”, titola ad esempio il Corriere della Sera.

Non è proprio così. A partire dalla base strategica di Sigonella, passata alla storia 33 anni fa per il rifiuto opposto da Bettino Craxi di ‘concederla’ agli americani nell’operazione di stop ad un aereo egiziano dirittato. Da quel coraggioso gesto dell’allora premier Psi, all’odierno, solito doppiogioco di casa nostra: partecipo senza collaborare, collaboro senza partecipare.

Paolo Gentiloni

Trova ancora la forza di gonfiare il petto l’esanime Paolo Gentiloni: “L’Italia non parteciperà ad azioni militari in Siria. In base agli accordi internazionali e bilaterali vigenti, continuerà a fornire supporto logistico alle attività delle forze alleate, contribuendo a garantirne la sicurezza e la protezione”.

E che volevamo di più? Mandare dieci battaglioni da sbarco per assaltare Damasco?

LA SUPER BASE DI SIGONELLA 

Non è roba da poco, la base siciliana di Sigonella. Così dettaglia – forse a sua insaputa – lo stesso Corsera: “Sigonella ospita velivoli da pattugliamento marittimo P3 Orion e P8 Poseidon, aerei senza pilota tipo Hale (High altitude long endurance), Global Hawk per la sorveglianza strategica ad alta quota, velivoli senza pilota tipo Male (Medium altitude long endurance) Reaper armati, aerorifornitori e velivoli da trasporto, più un’aliquota di marines appartenenti a task forces di pronto intervento”. Se questo non è un arsenale da guerra in piena regola!

Secondo le ultime informazioni, a Sigonella sono appena atterrati 6 Boeing carichi di armi e missili: e, soprattutto, pronto uso.

Denuncia Giulietto Chiesa: “Silenzio e menzogne caratterizzano il mainstream italiano e occidentale. Donad Trump sta prendendo decisioni di portata mondiale sotto pressione interna. Washington non può essere il giudice supremo. Non vogliamo correre il rischio di essere trascinati in una guerra senza sapere neanche il perchè”.

A seguire pubblichiamo un appello lanciato da Chiesa e da una quarantina di blogger italiani, per far far conoscere a lettori e cittadini i perchè di un NO al conflitto mondiale annunciato.

Emmanuel Macron

Lo stesso Chiesa, all’indomani dell’ascesa di Emmanuel Macron all’Eliseo, così commentò: “Macron rappresenta il peggio della politica estera francese. Ci sarà un aggravamento delle tensioni con la Russia, nonostante tutti gli sforzi dei russi di fare il contrario”.

Previsione purtroppo azzeccata, quella di Giulietto Chiesa, viste le irriducibili certezze del presidente francese sull’utilizzo dei letali gas in Siria. Basate su cosa? Sul niente: proprio come quelle sbandierate esattamente 15 anni fa dall’allora premier inglese Tony Blair a proposito degli arsenali nucleari e delle armi chimiche di Saddam Hussein. Un vero bugiardo – come del resto recitava il suo stesso cognome bLiar – un depistatore internazionale non ancora processato all’Aja per i suoi crimini di guerra: e invece a piede libero, in giro nel mondo per tenere conferenze a botte da migliaia di sterline. Ai confini della realtà.

Colossali e tragiche menzogne ammesse dallo stesso Blair, solo nel 2015. E adesso il copione si ripete identico, protagonista stavolta Macron, l’utile idiota al servizio di mister Trump. E di se stesso. Visto che la Francia – come del resto l’Inghilterra – ha da sempre coltivato sogni neo coloniali proprio sulla Siria.

La Francia, dal canto suo, nel pedigree di crimini internazionali può sventolare anche quelli in terra libica, con la direzione d’orchestra affidata all’allora capo dell’Eliseo Nicolas Sarkozy, solo ora sotto inchiesta per la montagna di tangenti incassate dal colonnello Gheddafi.

Commenta un esperto di politica mediorientale: “La storia si ripete. L’industria bellica degli Usa chiede il conto a Trump. Ci vuole una guerra per ossigenarne le casse, del resto sono passati parecchi anni dal super conflitto in Iraq, a questo punto ce ne vuole un altro”. E aggiunge: “Le primavere, arabe e non solo, sono un ottimo detonatore. Come del resto stava succedendo proprio in Siria cinque anni fa”.

FAKE NEWS & FALSE FLAG

Obama

Cosa era successo nel 2013? Ecco una sintesi di quei fatti: “i clintoniani spingevano per bombardare   Damasco, sempre sulla scorta dei presunti crimini di Assad. Volevano impaurire la Russia. Poi tutto fu bloccato perchè un gruppo d’intelligence di Barack Obama, alcuni ricercatori dell’MIT di Boston e un giornalista turco svelarono la trama: erano stati i cosiddetti ‘ribelli’ a usare le armi chimiche”.

Proprio come succede oggi. Con i ‘ribelli’ siriani al servizio della Nato, che li rifornisce e imbottisce di armi e ne rafforza le postazioni logistiche.

Del resto, proprio di recente un gruppo di militari dell’esercito arabo-siriano ha sequestrato ai ‘ribelli’ alcuni laboratori nei quali venivano preparate le stesse armi chimiche. Scoperta quindi la tragica ‘sceneggiata’ organizzata da quelle milizie che sbandierano venti di liberazione (dal dittatore Assad) e invece sterminano i loro stessi concittadini. Ma tutto questo i media di casa nostra fanno finta non saperlo, né tantomeno ne parlano.

Yulia Skripal

Commenta un reporter americano: “Nella Ghouta stiamo assistendo ad una serie di attacchi chimici false flag, vale a dire sotto falsa bandiera. Sono chiamati così propro perchè messi in atto da quelle forze che si proclamano di liberazione e invece sono al servizio dei conquistatori e colonizzatori, in questo caso degli Usa”.

Spalleggiati, come meglio mai, dai fedelissimi alleati francesi e britannici.

I secondi, dal canto loro, impegnati nell’altra campagna di ‘distrazione di massa’: quella a botte di spie, come nel fresco caso di Sergej Skripal e della figlia Yulia, ‘avvelenati’ e resuscitati in un baleno. Veri miracoli del dopo Pasqua…

L’APPELLO DI GIULIETTO CHIESA

FERMARE OGNI DECISIONE DI BOMBARDAMENTO IN NOME DELLA SICUREZZA DI TUTTI
[Questo appello è stato inviato a 40 bloggers italiani. Vi aggiorneremo sulle adesioni.]

Giulietto Chiesa

La situazione militare in Siria e attorno ha ormai raggiunto il livello di guardia. Il presidente americano si accinge a prendere decisioni la cui portata e la cui pericolosità sono inimmaginabili.
Le accuse ad Assad di avere bombardato con armi chimiche il centro di Douma non sono né provate né sensate. Il rischio di uno scontro diretto con la Russia, su qualcuno degli scenari che sono già da tempo in fibrillazione, è imminente. La Russia ha già messo in stato di allarme tutte le sue difese, su tutti i fronti.
Di fronte al silenzio e alla menzogna del mainstream italiano e occidentale, noi blogger italiani facciamo appello, tutti insieme, ai partiti italiani, affinché si esprimano immediatamente chiedendo al nostro alleato principale di non commettere altre sciocchezze e di attendere il risultato di una commissione internazionale che accerti le responsabilità.
Washington non può essere il giudice supremo. Né vogliamo correre il rischio di essere trascinati in guerra senza sapere il perché.
Per questo pubblichiamo, tutti insieme, questo comunicato. Abbiamo ormai la forza informativa congiunta non meno grande di un grande quotidiano nazionale. Facciamola valere.

 

 

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