ADUSBEF: RISARCIBILI I MUTUI INDICIZZATI EURIBOR DOPO LE SENTENZE SULLA MANIPOLAZIONE. I MODULI

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Due recenti provvedimenti del Tribunale di Padova e di Nocera Inferiore hanno risollevato uno dei problemi più evidenti e scottanti determinati dalle malefatte del sistema bancario: la manipolazione dei tassi Euribor. Si legge infatti: “Tutti i rapporti di finanziamento (mutui, prestiti, derivati, ecc.) che sono stati legati al parametro Euribor che sono stati stipulati o ricadono nel periodo 25 settembre 2005 fino al 31 marzo 2009, presentano ristorni a favore dell’utente bancario perchè il contratto è stato indeterminato”, e tale clausola di determinare gli interessi in un contratto di mutuo determina la nullità del negozio (Art. 117 T.U.B.). Ne dà notizia l’Adusbef, che pubblica anche le sentenze e la modulistica per accedere al risarcimento.

Le ordinanze sono state pronunciate dopo che la Commissione Europea, con la sentenza del 2013 (caso n. AT 39914 del 3 dicembre 2013), pubblicata dopo due anni, ha riconosciuto implicitamente il diritto di risarcimento a tutti gli utenti truffati nei contratti di mutuo, prestiti e derivati, che in quegli anni, ovvero tra il 2005 e il 2009, avevano nel contratto, un tasso variabile legato all’Euribor.

 

LE SENTENZE

Con riferimento all’influenza della pronuncia della Commissione Europea, che aveva condannato le banche al pagamento di una sanzione di 1,7 mld, la sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore dichiara: “Preliminarmente si deve dare atto della necessità di procedere nell’istruttoria con solo riferimento alla dedotta nullità relativa del contratto di mutuo fondiario in conto corrente, circa gli effetti, da verificare in concreto, della pronuncia della decisione della commissione europea del 4 dicembre 2013, caso AT 39914, che ha ritenuto l’esistenza di un’intesa tra il 2005 e il 2009, e quindi interferente con il contratto per cui è causa, tra taluni istituti di credito volta a manipolare la determinazione del tasso Euribor e quindi volta ad influenzare l’eterointegrazione dei contratti di finanziamento a tasso variabile”.

Tali contratti appaiono irrimediabilmente nulli per indeterminatezza relativa al tasso corrispettivo manipolato (applicazione art. 1284 c.c.) e per contrarietà dell’oggetto del contratto all’ordine pubblico ed economico (applicazione combinato disposto artt. 1418 2° comma e 1346 c.c.) ed alla banca va restituita la sola sorte capitale, al netto di ogni spesa e competenza, dilazionata secondo il piano di ammortamento allegato ai contratti. Ma non basta. Il mutuo si fonda su un tasso di riferimento (Euribor) stabilito da un soggetto collegato al ceto bancario e, dunque, ad una delle parti del contratto con conseguente nullità del negozio derivante dalla violazione dell’art. 2, lettera a), e dell’art. 3 della Legge n. 287 del 10/10/1990 – “Norme per la tutela della concorrenza e del marcato – ANTITRUST” – stabilisce all’art. 2 (Intese restrittive della libertà di concorrenza).

I giudici italiani, slegandosi dagli interessi della “bancocrazia”,  devono quantificare gli interessi che vanno restituiti agli italiani per ogni rapporto di mutuo, leasing, apertura di credito a tasso variabile che ha avuto corso dal 1 settembre 2005 al 31 marzo 2009, in ossequio a quanto statuito in una sentenza di Cassazione del 2011, secondo la quale «il pagamento di ratei di mutui configura un’obbligazione unica» e dunque «la data di decorrenza della prescrizione deve essere individuata con riferimento alla scadenza dell’ultima rata del mutuo». Analogamente ai sottoscrittori di derivati sull’Euribor: la prescrizione scatta dalla scadenza del contratto e non dalla stipula. 

La pubblicazione delle ordinanze ribadisce e conferma il diritto al risarcimento alle famiglie italiane che tra il 2005 ed il 2008, gli anni incriminati dalla manipolazione dell’Euribor, avevano contratto mutui a tasso variabile per circa 230 miliardi di euro, i cui interessi legati al tasso Euribor erano superiori a 30 miliardi di euro. I traders stranieri ed italiani che hanno deciso il tasso Euribor con la evidente e riconosciuta manipolazione sanzionata dall’UE, hanno provocato un danno ai sottoscrittori di mutui e derivati ancorati al tasso Euribor, che Adusbef aveva stimato in oltre 3 miliardi di euro a carico di 2,5 milioni di famiglie italiane danneggiate da tale conclamata illegalità, con una media di 1.200 euro di danni pro-capite, i cui contratti di mutuo legati all’Euribor, nel 2008 superò il tasso del 5,3%.

Adusbef, ancora una volta e da oltre 30 anni in prima linea, per tutelare gli utenti saccheggiati dalle banche, pubblica il fac simile sul proprio sito (http://www.adusbef.it/Consultazione.asp?id=9743), dopo che anche i Tribunali italiani hanno dovuto prendere atto della condanna della Commissione Europea, che a conclusione delle indagini svolte, aveva sanzionato  4 tra le più note banche europee, con l’accusa di aver manipolato il tasso di interesse che incideva poi sui mutui di milioni di cittadini europei, l’Euribor appunto, nel periodo che va dal 2005 al 2009.

 

Ecco i link della pronuncia europea e della traduzione in italiano:

http://ec.europa.eu/competition/antitrust/cases/dec_docs/39914/39914_8021_6.pdf

http://www.adusbefpuglia.it/web/media/images/attachments/1decisionedellacommissionedel04.pd

 

Scarica, da questo link, il modulo predisposto da ADUSBEF  per far valere i tuoi diritti

http://www.adusbef.it/Consultazione.asp?id=9743

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