AMIANTO KILLER / ISOCHIMICA, IL DISASTRO CONTINUA

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Isochimica di Avellino, una tragedia continua. Sono adesso 24 gli operai morti per asbestosi, la patologia contratta quando lavoravano nello stabilimento che faceva capo a Elio Graziano, vent’anni fa patròn dell’Avellino Calcio e titolare dell’Idaff, all’epoca finita nell’occhio del ciclone per l’affare delle “lenzuola d’oro” vendute alle Ferrovie dello Stato, quando sulla poltrona di direttore generale Fs sedeva Ludovico Ligato, ammazzato da un lupara di ‘ndrangheta.

E’ deceduto, per complicazioni derivanti da un tumore gastrointestinale, Nicola Montanaro, 63 anni, una vita all’Isochimica, la “fabbrica dei veleni” che occupava 330 operai.

Sottolinea il 5 Stelle Generoso Maraia: “E’ una delle più gravi stragi bianche. Le famiglie sono mobilitate per avere giustizia, soprattutto dopo che il processo è stato trasferito a Napoli: chiediamo con forza, invece, che il processo torni alla sua sede naturale, il tribunale di Avellino, per agevolare la partecipazione delle famiglie e dei parenti delle vittime”.

Il motivo ‘formale’ del trasferimento sarebbe la difficoltà di ospitare le 250 parti civili ammesse al processo: da qui il trasferimento nella gigantesca aula bunker di Poggioreale, a Napoli.

Sul fronte dell’inquinamento da amianto, denuncia Angelo Antonio Agostino, componente della Commissione Ambiente: “Secondo quanto rivelato da un ex sindacalista, Raffaele Lieto, nel torrente Fenestelle sarebbero stati versati ingentissimi quantitativi di amianto scoibentato proveniente dallo stabilimento ex Isochimica. Circostanza che trova conferma nelle testimonianze di alcuni operai che, insieme all’ex sindacalista, hanno assistito allo sversamento. Siamo ora in attesa che gli enti preposti accertino i danni ambientali prodotti”.

Continua il j’accuse: “E’ facile supporre che nel Fenestelle sono state smaltite decine di tonnellate di fibre di amianto che possono essere finite nei fiumi Sabato, Calore e Volturno, fino a raggiungere, di fatto, tutta la Campania”.

L’ennesimo disastro ambientale nella regione già martoriata dalla Terra dei Fuochi.

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