Francesco e la favola di Adamo ed Eva

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Merito di Francesco (scusate il tono confidenziale con cui citiamo Bergoglio, ma lui non si opporrebbe) se è obsoleta l’espressione popolare “non c’è più religione”. Enunciata da un ateo, quale confesso di essere con ragionata convinzione, la riflessione ottiene un plusvalore e va chiarita. La genia inestirpabile dei nemici interni a questo papa che (per chi ci crede) è un inviato speciale di Dio, le prova tutte per screditarlo. Il complotto si evince da “attenzioni” seriali alla straordinaria trama tessuta da Francesco per restituire credibilità alla Chiesa, inquinata nei secoli dal potere temporale, costruita da molti predecessori per garantire privilegi alla casta di vertice. Prima sommessamente, poi a voce alta, il clero che avverte il pericolo di essere processato per la distanza abissale dal mandato di Cristo, ha fatto suo l’aggettivo “rivoluzionario” attribuito al papa, per demonizzarlo. Manca solo che qualche intollerante e più radicalizzato anti Bergoglio non riesumi il manifesto elettorale della Dc anni 50 sui comunisti mangia bambini. Francesco, che di suo ha tempra d’acciaio, non si scompone e anzi ritorce la presunta imputazione contro gli autori della denuncia. “Io rivoluzionario? Sono d’accordo e onorato di essere citato con questo appellativo”. Ma gli ex rivoluzionari nostrani, come la pensano? Scomparsa da tempo la cifra rivoluzionaria della sinistra storica, evirata da empiti miglioristi (Napolitano & c.) e culminata nel pastrocchio renzista del “volemose bene” verso quasi tutti, sopravvive la nostalgia canaglia per il tempo che fu, quando Francia e Unione Sovietica, errori postumi a prescindere, dettero una spallata al mondo con le rispettive rivoluzioni.

Intervistato da Scalfari, Francesco non si smentisce. Anzi smantella un paio di segmenti della leggenda che per millenni ha fatto credere ai cattolici che Dio avesse inaugurato il genere umano con la comparsa nell’eden di Adamo e di Eva grazie all’espianto di una costola del primo uomo. “Dio”, dice Francesco, “ha creato l’universo intero e l’energia che ha dato vita a terra, mare, montagne, stelle, galassie, nature viventi, atomi” Meglio di niente, anche se l’affermazione non solleva il velo di mistero sull’origine dell’universo. Almeno fa piazza pulita di credenze inverosimili.

I cattivi, dove finiscono i cattivi che non si pentono, chiede il fondatore di Repubblica. “Non all’inferno, che non esiste”, risponde il rivoluzionario successore di Ratzinger, “scompaiono, esiste la scomparsa delle anime peccatrici”. Anche questo inedito teologico non dirada la nebbia fitta che avvolge la morte, ma Gustavo Dorè, illustratore della Divina Commedia, dopo questa dichiarazione dovrebbe rinnegare la rappresentazione figurata dei “cattivi” che pagano le loro colpe nei gironi infernali.

Il problema: un solo rivoluzionario, benché papa, non ha tante, efficaci armi per contrastare l’onda montante dell’anti democrazia che contagia componenti sempre più consistenti del mondo, Italia inclusa e non appare all’orizzonte alcuna premessa di un terzo tempo rivoluzionario.

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