Caselli contro Casellati

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Il magistrato in pensione Giancarlo Caselli, benemerito per la lotta alla mafia e al terrorismo rosso e nero, ha deplorato su Repubblica del 26 marzo scorso la elezione a presidente del Senato della signora Elisabetta Alberti Casellati perché berlusconiana e, in quanto tale, autrice di frasi ingiuriose verso la magistratura italiana e,sopra tutto, ispiratrice delle leggi vergogna. La neo presidente del Senato si difenderà da sola, se lo ritiene. Per quanto mi riguarda intendo dare all’esimio dottor Caselli alcuni chiarimenti sulle leggi ad personam.

Elisabetta Casellati. nell’altra foto Giancarlo Caselli

-la legge sulle rogatorie non ha impedito che le famose carte svizzere e londinesi, quintali di carte, che servono a dimostrare le malefatte di Berlusconi (articolo di Eugenio Scalari su Repubblica del 2 novembre 2001) arrivassero ai PM milanesi secondo le procedure previste nella legge berlusconiana e in tempo utile per completare le indagini e chiedere il rinvio a giudizio di Berlusconi nei processi che sono stati celebrati nei tribunali di Milano ( All Iberian, Lodo Mondadori, Sme, Guardie di Finanza, Medusa, Lentini, diritti tv Mediaset, Ruby primo, bis e ter… )-la legge sul falso in bilancio non ha cancellato affatto il reato penale, lo ha declassato a reato amministrativo quando si tratta di società non quotate in borsa e quando il falso non produce danni alla collettività. La legge è stata applicata da tutti i Tribunali italiani tranne che da quello di Milano,che si è rivolto alla Corte europea di Giustizia. Questa ha risposto che la legge del 2002 è perfettamente in armonia con i principi giuridici europei. Di questa legge si è avvalso, tra i tantissimi altri, il dr. Cesare Romiti, condannato il 29 maggio 1999 a 11 anni e 10 mesi per falso in bianco consolidato Fiat e assolto dalla Corte di Appello di Torino il 5 dicembre 2003 “ perché il fatto addebitatogli non costituisce reato”. Del resto, nel processo per i diritti Mediaset è stato contestato a Berlusconi anche il falso in bilancio ed è stato condannato dalla Cassazione ( ha scontato la condanna ai servizi sociali);–la legge Cirami prevedeva che un imputato può chiedere che il suo processo venga spostato ad altro Tribunale ove abbia il sospetto che i giudici di un Tribunale siano prevenuti nei suoi confronti, che non diano,cioè, garanzia di essere “terzi”. Avvalendosi di questa legge Berlusconi e Previti chiesero che i loro processi venissero spostati a Brescia (dove operano giudici degni del massimo rispetto e non sospettabili certo di essere corruttibili, in grado di giudicare secondo giustizia come quelli milanesi). Ma il Presidente della Cassazione, al quale la legge Cirami demandava ogni decisione, disse di no. E i processi sono stati celebrati a Milano. Con gli esiti noti (Berlusconi assolto in tutti i processi e Previti condannato ad alcuni anni di galera, decaduto da deputato e assegnato ai servizi sociali); Lodo Schifani e il Lodo Alfano In tutti i paesi civili del mondo le alte cariche dello Stato non possono essere processate durante il periodo del loro mandato ( il giudice spagnolo Baltazar Casson sospese il processo a Berlusconi perché premier e lo riprese quando non lo era più; e fu assolto ) ma si continua a sparlare di “lodi salva Berlusconi” anche se sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale perché, a parere degli alti giudici, in contrasto con l’art.3 della Costituzione sulla parità dei cittadini di fronte alla legge. Tant’è che i processi contro Berlusconi, sospesi in attesa della sentenza della Consulta, sono ripresi presso il Tribunale milanese; la ex Cirielli sulla riduzione dei tempi di prescrizione e la legge Pecorella sull’inappellabilità del PM nel caso di assoluzione in primo grado. Ne hanno scritto bene Piero Ostellino sul Corriere della Sera del 29 gennaio 2010 e Angelo Panebianco sul Magazine del 2 febbraio 2010. Comunque, la Pecorella è stata abolita.

Ciò detto, io penso che anche il più sprovveduto in materia sa che le leggi ad personam vengono fatte per rendere la persona non perseguibile dalla magistratura inquirente e non punibile dalla quella giudicante. Ma se queste leggi non hanno salvato Previti e Dell’Utri da pesanti condanne e consentono ai magistrati milanesi di processarlo per i più svariati reati ( i processi per aver fatto sesso con una minorenne marocchina hanno scandalizzato mezzo mondo ) viene da chiedersi che razza di leggi ad personam sono. Delle due l’una. O non è vero che si tratta di leggi ad personam. Men che meno di leggi vergogna (Antonio Trabucchi, buonanima, Marco Travaglio, Paolo Flores d’Arcais, Giorgio Bocca,buonanima, Curzio Maltese, Eugenio Scalfari, Ezio Mauro e tantissimi magistrati …). Oppure Berlusconi è talmente stupido da non saper fare le leggi a suo favore.

Gerardo Mazziotti premio internazionale di giornalismo civile 2008

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