BUSINESS PIZZA / ROSSOPOMODORO DIVENTA INGLESE

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Pizza sugli scudi. Dopo l’incoronazione Unesco e la fresca creatura dello chef ovunque Carlo Cracco che ha brevettato la sua pizza da 14 euro per i palati e soprattutto le tasche dei milanesi, ora è la volta del brand Rossopomodoro che passa agli inglesi.

Il fondo britannico OpCapita, infatti, ha incorporato il marchio partenopeo in vita da vent’anni, che con l’ammiraglia Sebeto e altri due brand (Anima e Cozze ed Ham holy burger) può contare sulla bellezza di 140 ristoranti in prevalenza disseminati in Italia (un’ottantina) e il resto in giro per il mondo.

Carlo Cracco e, sopra, la sua “pizza”

Un’operazione da 80 milioni di euro, condotta in porto da OpCapital consumer opportunities fund II, gestito a Londra dal gruppo europeo di private equity Op Capita. Sul ponte di comando, come direttore generale, siede Joshua Spoerri.

I soci storici della Sebeto, invece, sono i napoletani Franco Manna, Roberto Imperatrice e Giuseppe Montella. Un impero di pomodoro & mozzarella costruito pizza su pizza, una irresistibile ascesa solo in un’occasione sfiorata da alcune indagini che mettevano in dubbio la trasparenza dei capitali impiegati. Ma quelle ombre sono state ben presto spazzate via. Un settore, quello della ristorazione, che comunque è sempre stato nel mirino dei clan, alle prese con la necessità di lavare i loro soldi: negli ultimi tempi hanno preso di mira ampie fette del commercio, soprattutto la grande distribuzione.

Per far ulteriormente ‘lievitare’ – è il caso di dirlo – il business griffato Rossopomodoro non solo in Italia ma soprattutto nel mondo, sono stati ingaggiati due top manager: si tratta di Marco Airoldi, ex amministratore delegato di Benetton e senior partner del gruppo Boston Consulting, e di Roberto Colombo, già direttore operativo di Autogrill. Quest’ultimo sarà il nuovo amministratore delegato di Sebeto, mentre il primo ricoprirà la carica di vice presidente operativo. Nella compagine, comunque, c’è sempre spazio per i fondatori: Manna e Montella, infatti, faranno parte sia del nuovo consiglio d’amministrazione che del management, in segno di continuità.

E sarà certo sviluppata la partnership con un’altra corazzata del settore, Eataly, la creatura del renziano Oscar Farinetti. La ‘sinergia’ è stata creata per fornire la pizza napoletana ai tanti Eataly che si trovano all’estero.

A proposito di estero, l’ultimo Rossopomodoro inaugurato meno di un mese fa, il 15 febbraio, si trova a Stoccolma, ed è acquartierato proprio all’interno dell’Eataly svedese. Gli altri sono negli Stati Uniti, in Arabia Saudita, Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca. Da leccarsi i baffi.

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