ROBERTO BURIONI / IL MAGO DEI VACCINI CONTRO IL NOBEL – SOMARO LUC MONTAGNIER 

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Proprio nei giorni in cui scade l’ultimatum governativo per i vaccini obbligatori con multe e sanzioni che neanche nelle peggiori dittature, arrivano – come una bomba – le fresche dichiarazioni del premio Nobel Luc Montagnier che documenta tutti i rischi e i pericoli connessi ai vaccini, soprattutto sul fronte di una somministrazione di massa, e ne chiede con forza ‘scientifica’ un uso razionale, consapevole e super controllato.

Bufale o fake news, come sostiene il Super Vax Roberto Burioni? Secondo cui anche Montagnier, di tutta evidenza – è un somaro, come quelli che ha descritto nel suo ultimo ‘capolavoro’, “La congiura dei somani – Perchè la scienza non puo essere democratica”: solo lui ha diritto-dovere di parola, per propalare il suo Verbo. Si è scagliato a testa bassa, Burioni, contro il convegno indetto per il 2 marzo dall’Ordine Nazionale dei Biologi e contro le tesi del Nobel che ha scoperto l’Hiv: Ordine che ha subito provveduto a querelarlo, promettendo di tirar fuori, in tribunale, carte e documenti sugli interessi economici e commerciali di Vate Burioni nel settore dei vaccini.

Partiamo dall’intervento di Montagnier sui “Fattori tossici nel nostro ambiente”, un fuoco di fila, 33 minuti zeppi di dati, analisi, vicende e notizie da novanta. Perfette per far piazza pulita dalle fake news, quelle autentiche, le bufale che pascolano tranquillamente nei salotti e nelle accademie, foraggiate da Big Pharma, capace di costruire, anche sui vaccini, fortune colossali.

QUELL’ALLUMINIO PERICOLOSO

Montagnier ha aperto con uno sguardo sul presente. “Stiamo vivendo profondi cambiamenti, non siamo certo più ai tempi di Pasteur. Sono entrati in campo una serie di fattori che rendono tutto più complicato e difficile da combattere. Una volta facevi quel vaccino per proteggerti contro quella malattia. Oggi non è più così”.

“Come ho titolato il mio intervento, siamo in presenza di una molteplicità di fattori tossici. Che riguardano l’alimentazione, il modo di produrre i cibi, l’inquinamento, l’utilizzo degli erbicidi, di nuove sostanze chimiche, come ad esempio i glifosati di cui per fortuna si comincia a parlare. Si sviluppano nuove epidemie, insorgono nuove malattie, si moltiplicano gli agenti infettivi. Le risposte quindi non possono essere univoche, ma devono essere articolate, studiate a fondo, non fornite in modo spesso semplicistico e rischioso per la stessa salute umana. Come attraverso i vaccini”.

Eccoci al nodo, i vaccini.

Parte dall’alluminio presente nei vaccini, una circostanza sempre minimizzata dagli scienziati di Palazzo. “Molti sostengono che ingeriamo alluminio anche mangiando. Ma una cosa è ingerire e poi eliminare attraverso l’intestino, altra cosa è iniettare nelle vene, quindi introdurre subito quella sostanza in circolo. Resta per parecchio tempo nel sito, ma poi viene trasportata dai microfagi e arriva fino al cervello. L’alluminio nei muscoli può essere causa di malattie. Per questo l’alluminio deve essere assolutamente eliminato dai vaccini. Faccio un esempio: già esistono vaccini somministrati ai cani che non contengono alluminio e chi lo produce tiene a sottolineare, nella pubblicità, tale circostanza”.

Prosegue lo scienziato francese: “quando si parla di vaccini troppo spesso la salute dei bambini diventa un fatto secondario, mentre predominano gli aspetti finanziari”. Parole pesanti come macigni”.

E pesano come macigni altri esempi e tragiche cifre. “Un’azienda francese ha promosso un vaccino chiamato ‘anti dengue‘ per combattere la febbre gialla, che si trasmette attraverso le punture delle zanzare. E’ stato utilizzato in modo massiccio, praticamente una campagna di vaccinazioni di massa, per i bambini delle Filippine. Lo hanno somministrato in 100 mila dosi e si sono registrate moltissime morti”. Morti, quei bambini, come le mosche: per combattere le zanzare.

“Il governo filippino ha poi intrapreso una battaglia legale contro l’azienda francese. In quel caso il vaccino è risultato ben più pericoloso della malattia che voleva combattere”.

“Si parla molto di morbillo, ne avete parlato anche parecchio in Italia. Ebbene, bisogna conoscere a fondo le reazioni che avvengono nei corpi dei bambini, reazioni che possono variare da soggetto a soggetto”.

“Quando in Francia è stato varato l’obbligo per alcuni vaccini, sono stato contrario, la vaccinazione di massa può essere molto, molto pericolosa. Prima di somministrare qualsiasi vaccino vanno effettuati accurati, più che approfonditi esami su chi lo riceve, occorre misurare con attenzione gli anticorpi, valutare appunto le possibili reazioni. Insomma, andare moto cauti, con i piedi di piombo”. Invece la vaccinazione di massa semplifica tutto, livellando in modo assolutamente non scientifico, anzi del tutto anti scientifico le condizioni di salute di chi quel vaccino lo riceve, creature indifese di pochi mesi o anche di poche settimane.

Continua il Nobel nel suo intervento all’Ordine Nazionale dei Biologi: “Dicevo della Francia, la campagna di vaccinazioni ha prodotto molti effetti collaterali, perchè le industrie pensavano solo ai loro profitti. Sono aumentate in modo sensibile non poche patologie”.

VACCINAZIONI OBBLIGATORIE, UN ERRORE SCIENTIFICO E POLITICO

“Ricordo di passaggio un’altra tragedia che ha colpito la Francia, ma anche altri Paesi. La campagna di vaccini contro l’epatite B ha causato moltissimi decessi di emofiliaci, per via degli emoderivati somministrati, a cominciare dal fattore VIII e dal fattore IX”. Quella stessa strage che in Italia ha provocato oltre 5 mila morti, una strage di innocenti che mai hanno avuto giustizia: a Napoli è alle battute finali il processo, nato 20 anni fa, per 9 decessi, una goccia d’acqua in quel mare, ma emblema della lotta contro i killer di Big Pharma, impegnati a fare montagne di profitti col sangue della gente e sulla pelle dei malati.

Un laboratorio indiano. In alto, Luc Montagnier e, a sinistra, Roberto Burioni

“Una scienza, una medicina che non sappiano vedere e far vedere i fatti negativi che succedono, le reazioni che un farmaco può scatenare, ma guardino solo agli aspetti positivi e li esaltino in modo acritico, non è una scienza, non è una medicina”.

Per chi non abbia ben capito, e per illustrare meglio la “dittatura dei vaccini”, Montagnier rincara la dose: “In Francia abbiamo avuto una campagna di vaccinazioni obbligatorie per una somministrazione entro i due anni. E’ stato un grande errore medico, scientifico e politico”.

E precisa: “I vaccini, va ribadito una volta per tutte, vanno somministrati con saggezza, senza abusi, dopo una serie di controlli, rispettando e attuando il principio numero uno, quello di Precauzione, adottato per la prima volta a Rio De Janeiro nel 1992 dalle Nazioni Unite e ribadito dalla stessa Unione europea nel 2000 per i problemi della salute. Sono, siamo tutti coinvolti in questa vicenda. A cominciare proprio da chi ha sottoscritto il giuramento di Ippocrate”.

Le parole finali: “Dobbiamo rispettare la salute, non gli interessi economici”.

Baggianate? Fake news? Bufale quelle di Montagnier? A quanto pare per Burioni sì, vista la reazione al dibattito promosso dall’Ordine dei Biologi e alle osservazioni scientifiche del ‘somaro’ premio Nobel.

ORDINE IN RIVOLTA

E’ riuscito nell’ardua impresa di far incavolare i vertici di quell’Ordine, in genere asettici come quelli di tutte le categorie professionali. Ecco quanto diramato in un comunicato: “Il professor Roberto Burioni, noto alle cronache per l’insolenza con cui si rivolge a chi non concorda con le sue opinabilissime tesi più che per essersi distinto nel mondo della scienza, attacca proditoriamente l’Ordine Nazionale dei Biologi, reo di aver celebrato il convegno del 2 marzo con la presenza di eminenti scienziati ai quali il professor Burioni, per valenza scientifica, non arriva neanche ai garretti”.

Così prosegue la nota al curaro: “Il professor Burioni risponderà delle offese gratuite all’Ordine Nazionale dei Biologi nelle sedi giudiziarie, con la speranza che sarà chiamato a risarcire danni morali e materiali ai Biologi italiani che guardano alla scienza non per interessi commerciali ai quali, come dimostreremo nelle opportune sedi, è soggetto il professor Burioni, ma con il solo desiderio di apprendere e scoprire”.

 

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