Con l’odio non si va da nessuna parte

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E allora, è il day after del renzicidio. Gli autori sono di natura composita. Ripercorrere la via crucis che ha preceduto la disfatta del Pd, imputata al segretario dem, serve a poco, anzi a niente. E’ andata com’è andata e a goderne sono i più feroci inquisitori, al secolo i velenosi soci del clan che per accreditarsi come eccellenze della politica hanno scelto il logo degli alberghi di lusso, appunto a 5 Stelle o gli antagonisti della democrazia, le truppe di Pontida, quelle che lo spaccamontagna Salvini eredita da gente di specchiata contiguità con tolleranza, rispetto dell’altro, onestà, ovvero i Bossi, Calderoli, Borghezio.

A ripercorrere la via crucis di Renzi è possibile capirne le molte fronti. L’operazione svecchiamento e rottamazione del segretario dem è stata brusca, dispotica, autoritaria e l’establishment del partito non l’ha digerita. Consapevole di non recuperare ruoli e potere interno, il dissenso ha scelto la strada deflagrante della scissione, della guerra senza esclusione di colpi e niente. Era possibile altro? Sì, ma per un’opposizione interna con le armi non spuntate, per dirigenti ancora operativi nel disagio sociale, tra la gente, con la gente. Il dissenso, a tratti rabbioso, a tratti in sintonia con le opposizioni, ha ottenuto l’esito programmato e cioè la destituzione di Renzi, anche a costo di una sconfitta elettorale tsunamica. L’obiettivo è stato raggiunto e brucia sulla pelle di chi nonostante tutto si sente ancora di sinistra, ma non rappresentato. Ora il Pd è in fibrillazione ed è aperta la gara all’abiura del renzismo, perfino di chi come Martina, fino all’altro ieri, ha elencato i meriti del governo di centro sinistra generato dal segretario (ex segretario).

Si va da qualche parte con l’odio, quello che ha definito Renzi imbelle, incapace, tronfio e con altre decine di epiteti ingiuriosi? Da nessuna parte. Per interesse professionale, ma non solo, anche da cittadino che valuta l’operazione ghigliottina un suicidio collettivo “assistito”, sono in pieno buio nell’attesa delle grandi manovre che sarebbero urgenti e organiche per tirare la sinistra fuori dal coma profondo.

Ogni ipotesi è un’esercitazione velleiteria, più sogno che concretezza, forse incubo. Solo un paio di segnali provano a neutralizzare il pessimismo della ragione. Il ministro Calenda si è iscritto al Pd e ha sparso semi per un raccolto che spera copioso in un campo che sarebbe bene arare con urgenza per accoglierli. Un secondo motivo di timido ottimismo lo regala a questa fase di acuta depressione il calciatore che alle spalle ha un percorso di vita e sportivo da discolo immaturo. Ora sorprende in positivo. Si chiama Balotelli ed l’unico italiano di pelle nera a stigmatizzare l’elezione di Toni Iwobi, nero quanto lui, che diventa senatore in quota Lega, cioè del partito nato e cresciuto nell’ideologia razzista e xenofoba. Di che meravigliarsi? Sembra che ai numeri elettorali di Salvini abbiano contribuito incredibilmente i voti dei migranti, di quelli che arrivati in Italia su gommoni e barcacce hanno trovato ospitalità e lavoro. Il giudizio di Balotelli: “Vergogna”. La replica di Iwobi : “Faccia il calciatore”. Il neosenatore, come si può vedere da questa espressione discriminatoria, ha imparato presto la lezione razzista. Il calciatore, più volte insultato nei campi di calcio per il colore della pelle, ha corredato il messaggio con l’immagine del neo parlamentare e di Matteo Salvini con indosso la maglietta “Stop immigrazione”, straordinario esempio di demenza di Iwobi, certamente interessato ai privilegi di senatore.

Dice la scienza che vivere in prossimità del mare fa bene alla salute mentale e fisica. Da napoletano apprezzo e mi auguro che la ricerca abbia visto giusto. E’ certo che quando per lavoro ho vissuto, seppure per pochi giorni, in città senza il mare, ho patito un senso fastidioso di oppressione.

Libero, gestore di posta elettronica è prodigo di news quotidiane, talvolta di fake news. Per esempio: “cogli i segnali quando l’angelo custode si mette in contatto con te”. Quali? Messaggi, sogni. Trovi piume sul tuo percorso? L’angelo ti sta cercando. Anche se vedi una nuvola in forma di angelo, se avverti un profumo sconosciuto, se un bimbo volge lo sguardo al cielo, se arrivano alle orecchie suoi inspiegabili… Parola di Libero

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Un commento su “Con l’odio non si va da nessuna parte”

  1. Lauren ha detto:

    Si può essere daccordo contemporaneamente con ciò che ha scritto Catilina e con ciò che viene affermato nell”ultimo intervento di Tullio? Assolutamente si, infatti penso che la questione Iwobi sia in realtà proprio la contraddizione che fa esplodere la visione del meticciato globale, del multiculturalismo mondialista, del cosmopolitismo liberale Iwobi è un italiano negro, non un negro che occasionalmente vive, campeggia, ruba, parassita in Italia Questa secondo me la differenza, quindi daccordissimo anche con Tullio, ma per Iwobi non vale diciamo la stessa equazione, proprio perchè Iwobi è il segno di una frattura di quell”apparato politicamente corretto che qui cerchiamo di combattere I due discorsi,quello di Catilina e Wolf e quello di Tullio e Werner, sono secondo me complementari e non si escludono a vicenda

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