AMIANTO KILLER / IL 23 MARZO PROCESSO PER IL CASO ISOCHIMICA 

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20 palloncini bianchi liberati nel cielo davanti al tribunale di Avellino. Per ricordare le altrettante vittime della strage all’Isochimica, l’ennesima terribile storia di amianto killer.

Un lunghissimo processo che sta arrivando alle sue ultime battute, con un tribolato percorso finale. Le udienze, infatti, sono state spostate da Avellino all’aula bunker di Poggioreale, a Napoli, in teoria per consentire un più facile accesso e un sito di maggiori dimensioni per le 253 parti civili che si sono costituite. Ma i familiari delle vittime protestano: il processo deve tornare alla sua sede naturale, Avellino.

Alla sbarra 26 imputati, in prevalenza dirigenti e funzionari dell’azienda irpina che per anni è stata guidata da Elio Graziano, un tempo presidente dell’Avellino Calcio e con la sua Idaff fa al centro dello scandalo delle lenzuola d’oro (in realtà di carta) per le Ferrovie dello Stato: Graziano è deceduto un anno fa.

Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di una sfilza di reati: omicidio colposo plurimo, lesioni dolose, concorso in disastro ambientale, omissione d’atti d’ufficio.

Non uniformi i pareri dei legali sul rischio prescrizione, il solito ammazzaprocessi. Alcuni reati, infatti, si prescrivono in 7 anni e mezzo e solo i più gravi in 15. I termini sono iniziati nel 2012. Un tragico calcolo.

La prossima udienza si terrà il 23 marzo. Poi in calendario sono previste due udienze tra aprile e maggio, e due a giugno.

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