MASSONI IN LISTA / IL GIALLO DEL GRILLINO ASSONNATO

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Il giallo del massone napoletano nelle liste dei 5 stelle. Che tenta l’ultima difesa: “non sono più affiliato”. Si era iscritto alla loggia partenopea ‘La Sfinge‘ che fa capo al Grande Oriente d’Italia, l’aspirante parlamentare Catello Vitiello. E lo ha fatto – racconta – per puro spirito di fratellanza, per sete di conoscenza, perchè incuriosito da rituali & misteri. Un vero boy scout che in totale buona fede e somma ingenuità si addentra in un fitto bosco scuro scuro…

E così continua nella favoletta: “si è trattato solo di una breve esperienza che si è conclusa in tempi non sospetti e non per opportunismo politico. Quando ho firmato la candidatura ero in regola con il codice etico. Lo so perchè ho letto e studiato”.

Eccoci al clou: “non ero iscritto in quel momento e non lo sono ora”.

Ma l’avvocato che studia codici e pandette, nonché statuti e regole dei pentastellati, forse non sa una regola base nella vita dei confratelli massoni: una volta iscritti o affiliati che dir si voglia, si resta massoni per tutta la propria esistenza. E’ un vincolo ‘a vita’.

E a nulla vale il ‘sonno’ che si concedono non pochi incappucciati: si tratta semplicemente di una pausa, una parentesi che può durare anche per anni, dopo di che – se si vuole – si torna in pista come prima e più di prima. Oppure si può restare così, come tra color che son sospesi.

L’avvocato illuminato sulla via di Grillo & C. dichiara di essere ora in sonno. A quanto pare da pochi giorni: il 23 gennaio 2018 – secondo la ricostruzione effettuata dal Mattino – Vitiello ha preso ‘sonno’. Per questo ora cerca di piazzare la sua pezza a colori: “non ero iscritto in quel momento e non lo sono ora”.

Vorrà forse far dimenticare anche il pedigree del padre, a questo punto? Un democristiano a tutto tondo, Salvatore Vitiello, gavianeo doc, come tanti altri Dc di Castellammare di Stabia e dintorni, il feudo elettore di Antonio Gava, il potente ras dello scudocrociato per decenni in Campania e non solo (fu ministro degli Interni cui poi seguirono i conterranei Vincenzo Scotti e Nicola Mancino).

 

Nella foto Catello Vitiello

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