FRANCIA E NON SOLO / LA NEO MODA DELLE “FURY ROOM”

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Le chiamano “fury room” e stanno impazzando in mezzo mondo, dall’Austrialia alla Russia, dagli Usa al Marocco. E lo tsunami sta arrivando in Europa, epicentro la Francia.

I promotori del brand vogliono dare la possibilità, a chi cova dentro una pazzesca voglia di sfasciare tutto, di poterlo fare in gran riservatezza e con tutta tranquillità, senza che il vicino di casa venga a rompergli le scatole.

Paghi 75 euro e per un quarto d’ora, in un ambiente perfettamente insonorizzato, hai alla tua portata mobili da fare a pezzi e vasi da lanciare contro il muro, sedie su cui sfogare le frustrazioni e bicchieri da tirare alla russa sul pavimento. Dopo di che saluti e te ne vai. Quindi passa un giovanotto a raccogliere pezzi e cocci per poi allestire, con nuovi arredi, la room in cui potrà dare il meglio di sè il successivo cliente.

Fantastico. L’ultima trovata degli psichiatri che non sanno più che pesci pigliare o quale altro mestiere intraprendere: e questo può essere un ottimo modo per ‘diversificare’.

Il business, a quanto pare, s’ingrossa. E addirittura spuntano i franchising.

Fresca di start una accorsata Fury room a Parigi, in una stradina che porta ai Grand Boulevards, uno degli ultimi avamposti della prostituzione d’un tempo. In fase di lancio altre location a Lione, Marsiglia, Bordeaux, Nantes.

A casa nostra cinque anni fa il primo esperimento, poi abortito. Accadde a Forlì, e adesso gli ‘imprenditori’ del ramo pensano di ripartire, forse sulla scorta delle confortanti esperienze estere.

O almeno di cedere il loro marchio. Se son soldi fioriranno.

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