TERME DI AGNANO / ADESSO SI VENDE AI PRIVATI

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Terme di Agnano, nell’area ad ovest di Napoli, la sceneggiata continua.

Il consorzio che un anno e mezzo fa si era aggiudicato la gestione adesso sloggia ed è pronto un bando per la privatizzaizone dello storico complesso che conta su grossi impianti termali, piscine, un albergo e vaste aree.

Non sono stati rispettati i patti, secondo palazzo San Giacomo, per questo il contratto è stato risolto. Ma come mai – si chiedono in molti – era stato stipulato con tanta leggerezza? Per di più con un misterioso consorzio popolato da alcune ancor più oscure sigle casertane?

E poi l’arresto, mesi fa, del commissario liquidatore che il Comune aveva scelto, implicato in un’inchiesta al calor bianco sul versante camorristico, ‘The Queen’.

In quel bailamme, il consorzio ha pensato bene di fregarsene di patti e clausole, contribuendo al non-rilancio del complesso e pagando a singhiozzo i dipendenti. I quali ora si trovano senza stipendio da svariati mesi, mentre la convenzione con l’Asl per le cure termali – tradizione storica a Napoli – è andata in tilt, sospesa da fine gennaio.

Ora tutto ai privati. “Ce lo impone la legge Madia – spiega l’assessore al lavoro e al bilancio di palazzo San Giacomo, Enrico Panini – faremo un bando per cedere le quote di maggioranza delle Terme ma conserveremo una quota di garanzia”. Per la legge Madia, infatti, gli enti locali sono tenuti a dismettere le attività ritenute non strategiche e quindi privatizzabili.

Lo stesso è successo con l’aeroporto e le quote di maggioranza detenute dal Comune di Napoli in seno alla Gesac, la società di gestione. Vendute per far cassa e tappare i grossi buchi nel bilancio di palazzo San Giacomo, ora uscito dall’incubo del crac per il decreto spalmadebiti (su addirittura 30 anni!) deciso dal governo nella finanziaria di fine anno. Un vero salvagente per Napoli, Roma e le amministrazioni (anche quelle regionali) sforacchiate.

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