LA BONIFICA TAROCCATA DI BAGNOLI / UNA SENTENZA A META’

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Dopo 11 anni tra indagini e processo ecco la prima sentenza sullo scempio di Bagnoli e la bonifica taroccata: sei le condanne per disastro colposo. Attenzione, non doloso come invece aveva chiesto il pm, Stefania Buda.

Resta però una sostanza base: nessuna bonifica è mai stata effettuata nonostante le vagonate di milioni di euro spesi e la situazione ambientale nell’area in questi anni è clamorosamente peggiorata, come indicano le ultime rilevazioni scientifiche.

Oltre al danno, quindi, la beffa. Una storia emblematica di come la politica se ne frega dell’ambiente, della salute dei cittadini ed è unicamente interessata a fottersi i milioni di pubblico danaro. “Condannati e assolti, siete tutti coinvolti”, hanno issato un cartello alla fine dell’udienza alcuni cittadini incazzati. “Condanne troppo lievi per il tipo di danno e disastro provocato”, il commento di altri.

Le prime indagini sono di undici anni fa, appunto, partite in seguito alla denuncia di Adele Iolanda, malata di tumore. Alla sua morte il marito, che si era costituito parte civile, ha portato avanti il suo j’accuse. Purtroppo la vicenda finisce nel dimenticatoio, perchè non è stato dimostrato (come spesso succede con perizie farlocche) il nesso causale tra il decesso e le condizioni ambientali che lo hanno determinato, a base di amianto e non solo (l’esplosivo cocktail che contamina i terreni di Bagnoli). Quella morte, comunque, è servita ad aprire uno squarcio e ad avviare l’inchiesta che ha portato al processo.

Nel frattempo un altro pasticciaccio brutto. Il crac, dopo anni e anni di sperperi e malagestione, di Bagnolifutura, la partecipata del Comune di Napoli che avrebbe dovuto interessarsi della bonifica e invece s’è occupata di svaligiare le casse dello Stato ed elargire compensi per consulenze taroccate e indagini mai effettuate: beneficiari gli amici & gli amici degli amici.

Dalla Corte dei Conti i dirigenti di Bagnolifutura sono stati condannati a restituire il maltolto, ma fino ad oggi non si hanno notizie su che fine abbia fatto il bottino.

Come mai gli inquilini di palazzo San Giacomo delle giunte che si sono succedute non pagano alcun fio, sotto il profilo amministrativo, penale e politico? Non vedevano, non sentivano e non parlavano assessori e consiglieri comunali?

Come mai nessuna autorità di controllo ha alzato un dito?

Torniamo alla fresca sentenza: solo colposo, quel disastro? Anche se lo poteva ampiamente prevedere un alunno delle elementari?

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