UNIPOL SOTTO INCHIESTA A TORINO / PERIZIA INFINITA

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Giustizia lumaca. E sempre a favore di lorsignori, i potenti dei palazzi. Succede nell’inchiesta della procura di Torino sull’affaire Unipol-Sai e il super chiacchierato acquisto della compagnia d’assicurazione di proprietà di Salvatore Ligresti da parte del colosso delle polizze un tempo rosse guidato da Carlo Cimbri.

Da oltre un anno e mezzo, infatti, il pm Marco Gianoglio è in attesa degli esiti di una perizia tecnica ordinata per far luce su quella fusione, all’epoca al centro di polemiche e poi di un’inchiesta avviata dalla procura torinese finalizzata a far luce sulle troppe anomalie dell’operazione e sui tanti lati oscuri.

Salvatore Ligresti. Nell'altra foto Carlo Cimbri

Salvatore Ligresti. Nell’altra foto Carlo Cimbri

I periti, incaricati da Gianoglio, hanno chiesto una serie di proroghe che hanno dell’incredibile. E’ dell’estate del 2016, addirittura, un dispaccio dell’Adn Kronos secondo cui i periti avrebbero dovuto depositare le loro memorie di lì a pochi mesi, per settembre-ottobre 2016. Invece niente. E tutto il 2017 è trascorso senza che si sia mossa una foglia.

Un’inchiesta da novanta, visto il calibro dei protagonisti in campo.

Unipol, intanto, procede con i suoi business, soprattutto sul fronte bancario. Da un lato per fronteggiare la situazione non brillante della sua Unipol Banca, alle prese con non poche sofferenze, e dall’altro per rafforzare la sua posizione in uno degli istituti più radicati sul territorio, BPER, l’ex popolare emiliano-romagnola. Il prossimo obiettivo è di superare quota 10 per cento del capitale, e l’annuncio potrebbe avvenire in occasione della presentazione del prossimo bilancio all’assemblea fissata per il 14 aprile.

Intanto Cimbri sta cercando di gestire la patata bollente degli NPL. Non solo quelli targati Unipol Banca, ma anche delle controllate e collegate, a cominciare dal Banco di Sardegna, che ha in pancia circa 1 miliardo e 200 milioni di crediti difficili: l’amministratore delegato di Unipol cercherà di venderli entro il prossimo giugno. Ma restano sul groppone quasi altri due miliardi, che nelle più rosee prospettive dovrebbero essere ceduti all’inizio del 2019.

Per il resto le operazioni di casa Unipol sono congelate. In attesa, forse, di quella perizia da Torino. E di un possibile rinvio a giudizio che per il rampante Cimbri potrebbe costar caro.

 

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