GARANTE PER L’INFANZIA / IN CAMPANIA CONTINUA LO STALLO

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Continua la situazione di stallo, alla Regione Campania, nella nomina del Garante per l’infanzia.

Ecco cosa è successo. A metà settembre 2017 la giunta regionale sceglie con 27 voti su 41 il nome di Anna Bifulco, già candidata alle ultime elezioni amministrative nella lista promossa dal Governatore, il Pd Vincenzo De Luca.

Passa appena un giorno e Bifulco si dimette “per motivi familiari”.

I motivi, invece, sono di pretta natura politica, dal momento che la sua scelta avrebbe scatenato un putiferio, mandando in tilt gli equilibri a Palazzo Santa Lucia. Per una precisa ragione: il suo curriculum era del tutto insufficiente, inadatto a ricoprire quel ruolo, non presentando neanche il requisito minimo della laurea.

Non basta. Perchè non era stata fatta alcuna comparazione, a monte, tra le domande e i curricula presentati: tutti buttati dentro, come nel più perfetto ministrone, senza una pre-valutazione di rito, per effettuare quella comparazione che la legge espressamente prevede.

Lo stesso è successo e sta ancora succedendo in un’altra vicenda che si trascina da anni, la nomina del Difensore civico della Campania, con una designazione per la quale è dovuto scendere in campo perfino il Consiglio di Stato, invitando a valutare il curriculum e a nominare Giuseppe Fortunato al posto dell’eletto ‘illegittimo’ Francesco Eriberto D’Ippolito, anche in quel caso con un curriculum insufficiente e in palese conflitto d’interessi (era già membro del Corecom e con la sua Fondazione De Martino aveva fruito di fondi regionali). Da anni Fortunato si sta battendo per veder riconosciuti la sua nomina per comparazione dei titoli e i suoi diritti.

Torniamo al Garante per l’infanzia. Resta lo stallo. Attualmente Bifulco risulta ‘irreperibile’ ai suoi indirizzi, compreso quello della Comunità per i minori – “I congiunti di Giugliano” – di cui, sulla carta, risulta ancora presidente.

Nel frattempo, l’amministrazione regionale è inerte. Non si è neppure costituita nei ricorsi che sono stati presentati. Nel frattempo è stata fissata la data dell’udienza – 21 febbraio 2018 – in cui il primo ricorso dovrà essere discusso.

 

Nella foto Anna Bifulco

 

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