Calcio e telefoni, giochi italiani delle tre carte

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Questa vince, questa perde. Ha sempre la meglio l’abilità del truffatore e ha sempre la peggio l’ingenuo che s’illude di essere più furbo del prestigiatore. Nel gioco delle tre carte per l’imbroglione di turno conta l’accanimento dell’imbrogliato, che si ostina a puntare e sempre di più, nell’illusione di aver capito il trucco, ma decisiva è la complicità di un distinto compare che punta, ovviamente vince e invoglia la “vittima” a giocare. La citazione della truffa, se trasposta in un territorio solo apparentemente estraneo, introduce lo sdegno di chi ama il calcio nella sua identità di gioco spettacolare esente da inquinamenti. Succede che il Napoli, per motivi di calendario, affronta l’Atalanta di Gasperini in trasferta, in quel di Bergamo, in uno degli stadi più razzisti d’Italia. Succede che il senegalese Koulibaly, formidabile difensore azzurro, per l’intero incontro è l’obiettivo di ingiurie per il colore della pelle e che un idiota di tifoso bergamasco lo bersaglia con una bottiglietta in cui ha urinato. Arbitra tale Orsato, che come una delle tre mitiche scimmiette, finge di non sentire e non vedere. Considerato il clima generale di molti stadi, dove beceri imbecilli manifestano impunemente il razzismo, ci si aspetterebbe un provvedimento drastico della giustizia sportiva che scoraggi con la dovuta severità il ripetersi di episodi del genere. Non va così. L’“esemplare” punizione è una giornata di chiusura della curva nord, la più scalmanata dello stadio bergamasco e stiano tranquilli gli idioti razzisti atalantini, il provvedimento è sospeso per un anno. Il negazionista Orsato ha ignorato ogni cosa nel referto di fine partita, (emulo del complice di “questa vince, questa perde?) e hanno fatto altrettanto i collaboratori dell’arbitro, i tre ispettori federali inviati a Bergamo. Tutti leghisti?

Altri praticano il gioco delle tre carte. Per non far nomi e cognomi le big della telefonia. Azzerato dal governo lo scandalo dei profitti illeciti, realizzati con l’emissione delle bollette al ventottesimo giorno anziché alla scadenza mensile, Tim e Vodafone hanno aumentato la tariffa dell’8 percento, che equivale all’importo incassato in più con la fatturazione anticipata. A chiare lettere? Le compagnie in questione ci prendono di nuovo per i fondelli. Il Codacons, che tutela gli utenti, sospetta che in tema di politiche di vendita i due colossi si facciano concorrenza, ma nella circostanza siano alleate, solidali in un cartello a nostro danno. “Questa vince, questa perde”.

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