EMANUELA ORLANDI / PERCHE’ LA PROCURA DI ROMA DORME ?

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I 50 anni di Emanuela Orlandi. La commovente lettera della madre ai media, perchè la memoria non può morire. Il ricordo del suo sorriso, in occasione del compleanno, è sempre vivo.

Ma cosa fa la procura di Roma per dare una risposta al mistero? Niente. Eppure avrebbe molti elementi in più per trovare il bandolo della matassa, dopo che, un paio di mesi fa, è venuto alla luce uno scottante documento vaticano che mettere nero su bianco cifre & spese sostenute dalle stesse casse vaticane per il mantenimento di Emanuela, a metà anni ’90, in un educandato di Londra.

La prova del nove che in Vaticano sapevano tutto, e ovviamente oggi sanno ma non parlano e non collaborano con la giustizia di casa nostra.

Come mai la procura di Roma non fa un salto in Vaticano? Perchè non bussa alla porta per far finalmente luce sul giallo della scomparsa? Il super segretario di stato vaticano, monsignor Becciù, dopo aver chiuso ogni porta e sostenuto che non c’è alcuna novità, ha mostrato qualche segno di possibile collaborazione.

Perchè non coglierlo? Come mai il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, è del tutto assonnato, come anche nei casi di Ilaria Alpi e di Pier Paolo Pasolini?

Una procura, quella capitolina, che ormai sembra ripiombata fra le storiche nebbie.

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