A 6 ANNI DALLA CONCORDIA / COCA O INCHINO ?

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Sei anni dalla tragedia del Costa Concordia. ‘O Comandante, Francesco Schettino, condannato in via definitiva a 16 anni di galera. I familiari delle vittime risarciti con alcune decine di migliaia di euro dalla padrona a stelle e strisce Carnival: mance. Una rimozione e rottamazione costata un occhio e un Giglio diventato meta di turisti a caccia di horror emotions.

Ma resta intatta, dura come la roccia delle Scole, una domanda, un interrogativo da novanta: perchè nessuno ha scoperto, o meglio, ha voluto scoprire il reale motivo della tragedia? Ossia, cosa c’era veramente dietro alla sceneggiata dell’inchino? Un inchino al quale non crede neanche un alunno delle elementari, invece considerato un motivo ottimo e abbondante dagli inquirenti della procura di Grosseto. Come è possibile un abbaglio così colossale?

Nelle sue inchieste di marzo e dicembre 2012 (che potete leggere nei link in basso) la Voce ha documentato un’altra pista possibile e ben più credibile. Una pista di cui ha parlato, per fare un esempio, un avvocato delle Canarie, protagonista di una crociera simile, sulla Concordia, ma con un esito per fortuna diverso. Aveva parlato di un avvicinamento molto rischioso alla costa, e di strani movimenti intorno alla nave: la pista era quella dei traffici di coca, con i big delle crociere che diventano comodi vettori per trasporti molto ricchi e delicati.

Del resto, un paio d’anni dopo, la procura di Firenze ha aperto un fascicolo proprio sui business della polvera bianca che viaggia via mare, utilizzando le linee di due o tre importanti compagnie. Di quali alte complicità godono i trafficanti? Di quali coperture? Quale la reale portata dei traffici? Ci sono interessi anche delle assicurazioni?  Tutti interrogativi che restano per aria.

Mentre sarebbe interessante, a questo punto, conoscere gli esiti delle indagini fiorentine, visto che sul versante grossetano è stato eretto – via sentenze – un autentico muro di gomma, confermato anche in Cassazione.

Dovremo aspettare un prossimo incidente per sperare di far luce su quei traffici milionari?

Intanto, non resta che prenderla a ridere – eppure si tratta di una tragedia delle più atroci – con la sceneggiata dell’inchino. Ma fateci il piacere.

 

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