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TRONCHETTI PROVERA / A MILANO APPELLO TER PER IL GIALLO KROLL


12 gennaio 2018 autore: MARIO AVENA



Marco Tronchetti Provera

Ricordate le storie di spioni e barbe finte che hanno portato all’inchiesta e poi ai processi milanesi a carico di Marco Tronchetti Provera?

Bene, fino ad oggi abbiamo scherzato. Punto e a capo. La Corte di Cassazione, infatti, ha appena annullato la sentenza d’appello che proscioglieva il patròn di Pirelli ed ex capo di Telecom dalle pesanti accuse di ricettazione. Un dejà vu, perchè è la seconda volta che la Cassazione dà torto a Tronchetti sulla stessa questione. Quindi adesso si ricomincia con un appello ter.

Incavolati i legali del big: “questo terzo rinvio alla Corte d’Appello è surreale”, protestano Marco Deluca e Giuseppe Lombardi. “Siamo comunque fiduciosi che ancora una volta, incredibilmente la terza, emergerà la due volte già riconosciuta estraneità di Tronchetti, esclusivamente difesosi da una vera e propria aggressione”.

Ma di che si tratta? La storia risale al 2004, ai tempi di Telecom e del Tiger team messo in campo da Tronchetti, una super security informatica e non solo per “difendere “ (sic) le sue aziende da rivali e concorrenti. Quel team era capinatato da Giuliano Tavaroli, spalleggiato da Marco Mancini: due pezzi da novanta nelle security di casa nostra, impelagati nelle brutte indagini sulle centinaia e centinaia di dossierati eccellenti, dalla stessa moglie di Otello Trochetti, Afef, fino ai rivali della Juve (all’epoca era il vice di Moratti in casa Inter), agli stessi calciatori nerazzurri, come Bobo Vieri (che ha di recente perso la lunghissima causa per risarcimento danni) e ad una sfilza di imprenditori e politici. Tronchetti, nei processi scaturiti, ha sempre sostenuto di essere all’oscuro di tutto. E mentre per gli spioni sono piovute condanne, lui ne è uscito come un giglio candido: poteva non sapere delle mega spiate fatte nel suo interesse!

Un filone d’inchiesta, però, è proseguito. E riguarda la battaglia con i concorrenti brasiliani di Telecom, le società Dantas e Cico. In una riunione del 2004 con Tavaroli e due avvocati, Tronchetti decide di utilizzare, per una denuncia, dei cd rom sottratti dal suo Tiger team alla sede brasiliana dell’agenzia investigativa Kroll e da usare contro Dantas e Cico. “Una legittima difesa putativa”, sostengono i giudici di primo grado che assolvono Trochetti, la difesa che di solito adducono i negozianti che sparano al rapinatore di turno.

Il pm milanese dell’epoca, Alfredo Robeldo, accusò Tronchetti di ricettazione, per via di quel materiale trafugato dai suoi uomini alla Kroll, tramite una complessa operazione di hackeraggio.

Accusa che oggi torna d’attualità, con la fresca sentenza della Cassazione secondo cui il gran capo non poteva non sapere. Circostanza, del resto, sempre sostenuta da Tavaroli, Mancini & C., i quali hanno più volte ribadito: ma per chi dovevamo spiare, per noi stessi? Venivamo pagati apposta per quello…




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