L’Italia pre-elettorale di Pinocchio: io prometto, tu prometti. Tutti promettono.

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Nell’Italia dei garanti, che vigilano su abusi, illeciti e ribalderie ampiamente presenti dalle Alpi all’Etna, manca un tassello del mosaico. Ecco la proposta di integrazione: un inedito garante che sputtani l’ignobile pratica pre-elettorale delle promesse irrealizzabili. La gara a chi le spara più grosse non conosce i limiti del pudore e si svolge in assenza di confutazioni. Sono milioni i posti di lavoro promessi, drastici i tagli sulle tasse, opulenti i redditi garantiti, cospicue le risorse per pensionati, mamme incinte e studenti di ogni ordine e grado, è plagio della ghigliottina la decapitazione di pensioni d’oro, prebende milionarie di manager, divi televisivi. C’è chi fa leva sulla suggestiva abolizione di leggi (400 propone il pentastellato campione di sgrammaticature) e chi s’impegna ad abolire l’obbligo delle vaccinazioni, chi giura sull’entusiasmo patriottico dell’esodo dalla Comunità europea, chi, nell’ambiguità di tutto e il contrario di tutto, un giorno propone di sottoporre a referendum il ritorno alla lira e il giorno dopo rigetta l’idea. Migranti? Accoglienza cum iudicio, contrapposta a rigetto razzista. Chi sa fare i conti con attenzione scientifica espone le ragioni della follia cosciente dei soggetti spara balle: una cifra sull’altra, l’onere finanziario delle promesse ammonta a una montagna di miliardi. Follia pura.

C’è un punto di accordo quasi globale: il soggetto dell’intesa si chiama Trump. Per la destra è un modello di nazionalismo autarchico da emulare, per la sinistra è il numero uno di un Paese “amico” e “contestarlo danneggerebbe i rapporti economici con gli Usa”.

Manca solo che destra, sinistra e centro scendano in singolar tenzone sul tema delle molestie sessuali. Il terreno di scontro è pronto. Le donne americane vestite di nero, non solo le vip dello spettacolo, dicono basta agli abusi subiti da uomini di potere e non solo del loro mondo. Un manipolo di donne francesi (la Deneuve in testa) contestano la contestazione. “Un po’ di intraprendenza maschile? Che c’è di male”. Tranquilli, basta dare tempo al tempo. Salvini tiferà per le dive francesi e per dovere patriotico per la Gerini che la pensa come la Deneuve, la sinistra per Meryl Streep e compagne pasionarie.

Nel bel mezzo navigano senza radar gli italiani titolari del diritto-dovere di voto, stretti nella morsa dei quaranta partiti e partitini, tra Forza nuova e “Potere al popolo”. In incosciente complicità si approssimano alla consultazione di Marzo con la certezza che qualunque sia l’esito delle elezioni il Paese sarà ingovernabile, ipotesi neppure la peggiore. In sordina, forse neanche più così silenziosamente, i 5Stelle innescano la lenza con un’esca di cinico ibridismo. Si rendesse necessario, dicono in coro, rivolgeremmo un appello erga omnes, senza alcun discrimine. Alleanza anche con il truce Salvini? Anche. E’ con questo spregiudicato cinismo che devono misurarsi le grandi questioni irrisolte degli italiani. Si salvi chi può.

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