IL GIALLO  DI ROBERTA RAGUSA / IL CONDANNATO LOGLI ENTRA IN POLIZIA 

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Italia paese delle meraviglie. Sei stato condannato per l’assassinio di tua moglie? No problem. Ora puoi indagare su te stesso, convocarti in polizia, farti domande, metterti sotto torchio e darti una pacca sulle spalle.

Succede nel giallo sempre più giallo di Roberta Ragusa, sparita esattamente sei anni fa, tra il 12 e il 13 gennaio 2012. Ha fatto seguito una infinita caccia al suo corpo, mai trovato, e alla interminabile inchiesta, culminata nel processo, che in primo grado ha visto la condanna del marito, Antonio Logli, a 20 anni di galera.

Tra due mesi comincerè il processo d’appello, con l’udienza fissata per il 14 marzo.

Intanto il maritino, ibero come un fringuello, potrà attendere sereno, e caso mai iniziare controindagini sul suo caso. Dai primi di gennaio, infatti, ha preso – anzi ripreso – servizio al Comune di Pisa, ed è andato ad occupare nientemeno che una poltrona al comando della polizia municipale di San Giuliano Terme, il suo comune.

Sì, avevete capito bene: in polizia. Non a capo del servizio cimiteri, ma tra le forze dell’ordine municipali. Altro che guardia e ladri.

Del resto al Comune è di casa: aveva perso il posto, poi il giallo della moglie sparita, quindi una lunghissima causa di servizio per ottenere il reintegno e a fine 2017 finalmente la tanto attesa sentenza: può tornare al suo lavoro.

E chissenefrega della pesantissima condanna in primo grado.

Giustizia è fatta, commenta il suo legale, Linda Sozzi: perchè Logli “è finalmente tornato nel posto che avrebbe dovuto occupare già dal 2007”.

Quindi dieci anni di angosciante attesa per quell’incarico che aveva dovuto abbandonare.

Ma che posto mai occupava prima al Comune? Racconta un cittadino di San Giuliano Terme: “Si interessava di impianti elettrici e se non ricordo male lavorava all’inceneritore che nella zona si occupa di bruciare i rifiuti”.

E c’è anche chi rammenta un pista, battuta inizialmente dagli inquirtenti e poi abbandonata per strada: “Per anni tutti si sono chiesti: ma che fine ha fatto Roberta? Possibile sia sparita nel nulla? Non avrebbe mai abbandonato i suoi figli in quel mondo. Molti abbiamo pensato che non fosse sparita nel nulla, ma in quell’inceneritore, dove non sarebbe mai stato possibile trovarne traccia. Un mondo semplice, soprattutto per chi conosce bene quell’impianto…”.

Sorge spontanea la domanda: perchè non affidare quella pista al neo ispettore Logli e fargli seguire quella puzza di bruciato?

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