MARONI / E ORA CHI SI OCCUPA DELLA PEDEMONTANA MANGIASOLDI ?

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Cosa farà Roberto Maroni da grande? E’ il quesito che tormenta i politologi lumbard e non solo, dopo la decisione del governatore di non ricandidarsi più per la poltrona del Pirellone.

E alla Regione non pochi adesso si chiedono: “che fine farà la Pedemontana dopo le ultime turbolente vicende e il salvataggio in extremis?”.

Il destino dell’autostrada mangiasoldi, costata un occhio della testa fino ad oggi e mai completata, a quanto pare è in cima alla lista delle preoccupazioni che agitano i sonni degli imprenditori locali, almeno stando al parere del neo numero uno della Confindustria lombarda, Marco Bonometti, che apre il suo cuore a Repubblica: “Vorremmo che la Regione, chiunque vinca, si concentrasse sulla realizzazione della Pedemontana, che è la soluzione alla congestione del traffico”.

Una storia agitatissima, quella della super arteria, al cui completamento mancano ancora diversi chilometri. A volerla, oltre dieci anni fa quando era fresco ministro delle Infrastrutture nell’esecutivo Prodi, fu Antonio Di Pietro. Il quale proprio per questo suo ‘amore’ venne nominato dallo stesso Maroni come presidente di Pedemontana Lombarda: “ha una grande esperienza di infrastrutture – disse Maroni – e l’ha vista nascere”. Ottimo e abbondante.

Ma la cura Di Pietro non è servita a niente. Anzi, i conti sono peggiorati, i bilanci sempre più in rosso tanto da far accendere i riflettori alla procura di Milano, che ne ha chiesto il fallimento. Evitato miracolosamente lo scorso autunno, quando il governo la lanciato un salvagente alla Regione garantendo un’altra tranche di finanziamenti proprio per la supercontestata Pedemontana.

Commenta un funzionario della Regione: “un salvataggio in piena regola, con il quale è stato evitato il crac che avrebbe portare grossi guai a non pochi, soprattutto al presidente Maroni e a chi ha sottoscritto gli ultimi bilanci strafallimentari. Compreso Di Pietro, che ha firmato quello del 2016”.

Rogne evitate per i vip, mentre vanno avanti le contestazioni degli ambientalisti, secondo i quali la Pedemontana continuerà a inghiottire soldi senza portare alcun beneficio ai cittadini e al sistema regionale dei trasporti.

Ma ora che il santo protettore Maroni ha fatto fagotto, chi accorrerà al capezzale della Pedemontana? Chi sarà in grado di somministrarle le cure necessarie? Staremo a vedere.

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