Sogni di gloria, addio

Condividi questo articolo

Allo sprint vince la volta degli addii il pentastellato Di Battista. Non mi ricandido annuncia a sorpresa, ma le ma dubbi delle malelingue. Sospettano che la scelta sia un furbo stand by in attesa di sostituire la rottamanda Raggi con la fascia di sindaco della capitale. Socio del club “ho già dato” anche il premier Gentiloni, probabilmente all’apice dei consensi. Dice di non avere la stoffa del monarca, che scriverà the end all’impegno alla scadenza elettorale. Stupefacente è poi la sorpresa del leghista Maroni, presidente della Lombardia. “Farò altro, annuncia e i tre esodi lasciano pensare che ognuno dei tre abbia già messo al sicuro il dopo mandato: mancanza di fiducia pessimismo della ragione? Vedremo.

Prima di cominciare ha detto “no” e ha scelto di proseguire nel percorso del giornalismo “sputtanante” delle Iene: Dino Giarrusso, per analogia con altri giornalisti indicati dai 5Stelle come loro candidati alle elezioni, richiesto di impegnarsi con il movimento del comico genovese ha reclinato l’invito. “E’ più utile che continui nel mio lavoro”. Vuoi vedere che la politica, avvelenata com’è, comincia a dar la nausea anche agli addetti ai lavori?

Non risulta un’indagine giornalistica sulle vendite di olio di ricino. Peccato, si potrebbe scoprire se ne fanno incetta i neofascisti di Forza Nuova e Casa Pound, che stupiti per la tolleranza dell’Italia, alimentano con sempre nuove iniziative la loro pericolosa presenza. Saluto fascista, adunate e tentativi di nuove marce su Roma, scontri violenti di piazza, non hanno scosso per tempo la democrazia italiana e chi ne è custode. Sarebbe stato sufficiente convertire il dettato costituzionale in interventi di prevenzione e repressione di rigurgiti del maledetto Ventennio, ma non si è fatto. Di recente un esponente non secondario della destra “nostalgica” è stato conteso impunemente da giornalisti di spicco nei rispettivi programmi televisivi (Mentana, Annunziata, Formigli) e di questi giorni è l’ambigua iniziativa di Casa Pound che ha promosso la distribuzione di doni ai bambini romani della Magliana nel giorno della Befana. Una foto su Facebook li ritrae con i regali in sacchetti con il simbolo di Casa Pund. L’ha pubblicata Antonini, candidato dei neofascisti alla regione Lazio. In pratica i piccoli sono stati utilizzati per scopi politici. Lo confermano le parole di accompagnamento delle immagini: “I bambini hanno sorriso ed abbiamo vinto. Fino alla vittoria con i nuovi, veri, italiani!”. Pensava a un prologo di figli della lupa, balilla, moschettieri, avanguardisti, di altri eredi delle ronde di picchiatori?

Condividi questo articolo

Lascia un commento