Le inerzie di Bergoglio

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C’è sempre una prima volta, anche se il soggetto è l’eccellentissimo papa innovatore, che non pochi amano omologare ai padri delle grandi rivoluzioni.

La questione bollente della pedofilia, ampiamente praticata dal clero a tutti i livelli, per inerzie e omissioni del Vaticano, dunque di Bergoglio, suscita proteste, contestazioni e dimissioni nel delicato sistema di denuncia del fenomeno. Francesco è sotto accusa per lo stallo della Commissione Pontificia per la Tutela dei Minori. Sulle sue responsabilità punta il dito Marie Collins, la donna irlandese che ha subìto abusi sessuali da un prete quando aveva tredici anni. E’ da tempo impegnata nella battaglia perché la Chiesa prenda coscienza della gravità del problema e in particolare dei danni psicofisici subiti dai bambini che subiscono abusi sessuali. Componente della Commissione, scaduta pochi giorni fa, la Collins ha chiesto di istituire un tribunale per giudicare i vescovi che hanno coperto e continuano a coprire i preti pedofili. Tra gli imputati il cardinale Law di Boston (morto in questi giorni), al centro di uno scandalo mondiale per la complicità con centinaia di sacerdoti colpevoli di abusi. La Collins si è dimessa per protestare contro le omissioni della Curia. Ha pubblicamente denunciato che la Commissione è solo un pezzo di carta e che nessun componente è stato mai nominato. Ricorda che papa Francesco aveva dato assicurazioni al cardinale O’ Malley, presidente della Commissione sulla funzionalità della stessa. Il Papa alla fine di dicembre ha assicurato senza esito il cardinale O’Malley, presidente della Commissione, che la struttura avrebbe continuato a lavorare come prima.

Si associa alla denuncia il gesuita, impegnato sul tema degli abusi e conferma che tutto è fermo. Prima della Collins ha lasciato l’incarico Peter Saunders, un’altra vittima di abusi, in prima linea sul tema degli abusi. Ripete che le nomine sono ancora al vaglio e che la struttura continuerà il lavoro di sempre. Chi ne farà parte resta un mistero. Padre Zollner non si vuole sbilanciare. Di fatto la Commissione voluta da Bergoglio, come simbolo del cammino fatto in merito alla tolleranza zero dei preti pedofili comincia a far riflettere. Prima dell’addio della Collins un’altra vittima, Peter Saunders se ne è andato e ha accusato il Papa di non far progredire il lavoro della Commissione. Si associa alla contestazione Francesco Zanardi, fondatore dell’Associazione Rete l’Abuso. Ha scritto a Bergoglio e ha bollato la Commissione come uno specchietto per le allodole, con l’obiettivo di attenuare le conseguenze del rapporto accusatorio della Commissione Onu per la tutela del fanciullo. Zanardi imputa al Vaticano l’inerzia nel chiedere a chiese e parrocchie di avviare programmi di formazione del personale ecclesiastico. Zanardi cita anche il caso di don Turturro, il prete di Palermo, che scontata la condanna ha ripreso a predicare e a dire messa.

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