Il comico genovese: “diventiamo adulti” (e furbi!)

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I furbetti delle dita nella marmellata, sorpresi a leccarsele, negano la marachella e contestati con prove di fatto, discolpano la sorellina che ha lasciato il barattolo aperto e a portata di mano. “Non ne ha colpa e neppure io, la marmellata sembrava aspettare di essere assaggiata. Se ho torto o ragione”, dice il bimbo alla mamma, “lo deciderà il babbo quando tornerà dal suo viaggio di lavoro, voglio essere giudicato presto”.

Nessun dubbio: la sindaca di Roma, a cui non manca una storica opportunità di affidarsi a scaltri legali (proviene dallo studio Previti), conta sull’abilità di azzeccagarbugli titolati per evitare di fare ombra alla campagna elettorale di Di Maio ed esterna un proclama che agli sprovveduti può sembrare un atto di coraggiosa onestà. Dice Virginia: “Sono innocente e voglio provarlo al più presto, senza aspettare i tempi processuali”. Traduciamo: la questione del falso in atto pubblico di cui è imputata, in presenza della richiesta di accelerazione, non potrà essere accertata in aula se non dopo la tornata elettorale di Marzo. Questo richiedono i tempi per rispondere alla richiesta della Raggi. Una gran furbata, in nome della trasparenza sventolata dal movimento, che con Casaleggio junior e il comico grillino e devono fare i conti anche con la stroncatura del Garante per la privacy. Bocciata Rousseau, la piattaforma informatica della Casaleggio Associati, per assenza di sicurezza nei confronti degli utenti. In parole semplici, il vertice del movimento poteva risalire all’identità e ai dati anagrafici degli elettori. La piattaforma che non gode di buona salute economica è passibile di una multa da centomila euro e in futuro sarà obbligata a cancellare i dati degli elettori subito dopo il voto. Niente male per chi ha raccolto consensi al grido di “onestà, onestà”.

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