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SAIPEM / PERDE UN ARBITRATO ED E’ IN ANSIA PER ‘LAVA JATO’


28 dicembre 2017 autore: Cristiano Mais



Saipem

Notizie contraddittorie sul fronte Saipem, il colosso nostrano dell’impiantistica petrolifera. Un paio di settimane fa botti e tric trac anticipati per festeggiare alcune operazioni internazionali, appalti e commesse da far girare la testa.

Adesso il copione, proprio sotto l’albero, cambia. Ecco il report di Repubblica Economia: “Natale amaro per Saipem. La società di ingegneria petrolifera si è vista recapitare un lodo da 135 milioni di  dollari di risarcimento, da versare alla società petrolifera algerina Sonatrach. Questo l’esito di un arbitrato avviato nel 2014 da Saipem che chiedeva a Sonatrach 172 milioni di euro a titolo di maggiori costi per la costruzione di un rigassificatore in Algeria (progetto LPG)”.

Così continua il quotidiano diretto da Mario Calabresi: “Ma il collegio arbitrale, a maggioranza, ha cassato la richiesta del gruppo controllato da Eni e Cdp (la Cassa Depositi e Prestiti, ndr)  e ha accolto la domanda riconvenzionale degli algerini, riconoscendo ‘un indennizzo per perdita di produzione’ che a detta di Saipem è basato su ‘una asserita colpa grave che Saipem ritiene non sia ravvisabile’. Il verdetto andrà ad impattare sul bilancio 2017 della società che si riserva ‘ogni azione al riguardo’ dopo aver esaminato le motivazioni del lodo’”.

Intanto, continuano le beghe in casa Eni & consorelle per le pesantissime accuse di corruzione internazionale. Dall’Algeria – arieccoci – alla Nigeria, tanto per rimanere in Africa: nel secondo caso è scattato il rinvio a giudizio per gli attuali ed ex vertici dell’Eni, rispettivamente Claudio Descalzi e Paolo Scaroni, cui terrà compagnia, nel processo che partirà il prossimo febbraio a Milano, anche il faccendiere Luigi Bisignani.

C’è poi la maxi inchiesta ‘Lava Jato‘ avviata quasi tre anni fa dalla procura brasiliana e che ha portato all’impeachment del presidente carioca Dilma Roussef. Parallela l’inchiesta milanese: e sempre per corruzione internazionale, non bruscolini. In quest’ultima sono coinvolte direttamente anche Saipem, nonché il colosso privato Techint che fa capo a Gianfelice Rocca & C.

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