NOIR / IL NUOVO COMMISSARIO SANTAGATA DI LUCIANO SCATENI 

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E’ un poliziotto ma potrebbe essere un insegnante di strada che capisce al volo quel che gira nella testa dei ragazzi; oppure un sociologo che in un baleno focalizza un contesto di vita; o ancora un fotografo in grado di cogliere l’attimo fuggente e immortalarlo in uno scatto.

Stiamo parlando del commissario Santagata, il personaggio uscito dal vulcanico genio creativo di Luciano Scateni, giornalista (esordi a Paese Sera e alla Voce, poi una vita in Rai), scrittore, pittore, come si diceva un tempo un intellettuale a 360 gradi.

libroE’ in uscita un altro giallo che lo vede come protagonista, “La tomba profanata”, che si presenterà alla Feltrinelli libri e musica di Napoli giovedì 11 gennaio, ore 18. Interverrano tra gli altri i giornalisti Titti Marrone ed Ermanno Corsi, con letture di Annamaria Ackerman e musiche di Patrizia Lopez.

Nel corso della presentazione verranno proiettate le ultime immagini delle opere di Luciano Scateni, una produzione artistica cominciata una quindicina d’anni fa: restano impressi nel cuore e nella mente i suoi eruttanti, rossi vesuvi, le sue falce e martello che si perdono man mano all’orizzonte, i suoi incroci cromatici in cui si fondono spazio, tempo, memoria. E impegno civile.

Racconta l’autore a proposito del suo personaggio: “Ninì Santagata è napoletano, prima di essere un commissario di polizia che pensa con la sua testa piuttosto che con le circolari ministeriali. Insofferente alle regole non condivise, agisce fuori schema e spesso obbedisce più al cuore che alla disciplina, all’intuito più che alla ragione. Perciò è amato, ma inviso alla rigida gerarchia del Corpo”.

E’ infatti profondamenrte calato nella realtà quotidiana di Napoli, Santagata. E la città vive, pulsa in tutte le sue avventure, nelle vicende che lo vedono in prima linea. Sembra di sentire gli odori partenopei, nelle pagine di Scateni, di avvertire i suoi umori, di cogliere tutte le sue contraddizioni. E’ questo lo sfondo a mille tinte in cui si muovono i personaggi: perciò non solo giallo, molto di più del classico poliziesco, e tanta maggior sostanza rispetto ad un testo di sociologia che pensi di fermare su carta i movimenti tellurici cittadini. Lui, Scateni, riesce nell’impresa di offrire ai lettori ampie fette di Napoli, dei suoi misteri, dei suoi drammi e delle speranze che nonostante tutto non muoiono: tutto dentro ad un canovaccio che valorizza i canoni classici del thriller.

Ne “La tomba profanata” – racconta Scateni – Ninì Santagata “è alle prese con il mistero di un brutale omicidio in apparenza privo di movente, che si somma al lavoro quotidiano di lotta al crimine, agli abituali slanci di solidarietà e al difficile compito di sventare un attentato. Esiste il maschilicidio? Anche questo deve scoprire Santagata, senza venir meno alla sua consolidata fama di seduttore”.

Non resta che leggere.

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