ANTIMAFIA / CURVE AFFOLLATE  DI DELINQUENTI & PREGIUDICATI

Condividi questo articolo

Finalmente qualche segno di risveglio alla Commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi. Sul calcio pesano i condizionamenti della delinquenza, comune e organizzata, con una ‘ndrangheta che a Torino mette le mani sul bagarinaggio, la camorra che controlla ampie fette degli ultrà partenopei e la mafia che dice la sua sul tifo a Catania.

Un dossier da 99 pagine è stato preparato dal ‘Comitato mafia e sport‘ germogliato un paio d’anni fa in seno alla Commissione e presieduto dal Pd Marco Di Lello, ex assessore regionale in Campania, una vita all’ombra del garofano socialista, poi tra i fondatori dello Sdi, quindi transitato fra le truppe Pd.

Il dato che suscita il maggiore interesse è una cifra, una stima fresca fresca: nelle curve si registra una presenza di pregiudicati pari al 30 per cento. Cifra da brividi.

Le curve fotografate come palestre per la delinquenza, comune e organizzata. Ecco cosa viene scritto: “nella zona grigia si registra l’osmosi tra criminalità organizzata e comune e le frange violente del tifo, dove si annida anche l’estremismo politico di destra come mostrano le recenti manifestazioni”.

S’è svegliata dal letargo, l’Antimafia griffata Bindi e il suo fresco ramo sportivo? Speriamo di sì.

Fatto sta, comunque, che sono finiti in naftalina due casi da novanta, sui quali il team capitanato da Marco Di Lello aveva promesso di volersi impegnare a fondo.

Si tratta dei casi Schwazer e Pantani.

Sul giallo del marciatore altoatesino, era stato addirittura sentito d’urgenza un anno e mezzo fa il suo preparatore atletico, Sandro Donati, che aveva ricevuto dalle mail intimidatorie e davanti ai membri del comitato ha avuto modo di illustrare tutte le clamorose anomalie della intricata vicenda, in cui s’incrociano combine e truffe sportive nonché i mega interessi che ruotano intorno.

Dopo di allora, però, nessuna notizia. Il comitato è andato in letargo.

Così come è andato in sonno dopo aver sentito, a gennaio 2017, l’avvocato Antonio De Renzis, il legale della famiglia Pantani, anche lui impegnato ad illustrare il giallo in tutte le sue 100 e più anomalie, con una camorra che fa pesantemente capolino nella story, avendo comprato – secondo la ricostruzione di molti pentiti – il famigerato Giro d’Italia del 1999.  Si dissero “sbigottiti” i membri del comitato, a cominciare proprio da Di Lello. Ma da allora non hanno mosso un dito, né una carta.

Come mai, nei due casi, un tale assordante silenzio?

Condividi questo articolo

Lascia un commento