GIALLO SCHWAZER / IN ATTESA DELLE URINE DA COLONIA PER IL DNA

Condividi questo articolo

Scoppia il caso del campione di ciclismo Chris Froome, il cui nome è ora nella bufera per questioni di doping. Mentre è ancora bollente l’esclusione della Russia dai prossimi mondiali invernali in Corea del Sud.

Intanto, si è in attesa di sviluppi sul fronte del giallo Schwazer. Eravamo rimasti alla decisione finalmente presa dal tribunale di Colonia, secondo cui i campioni delle urine del marciatore altoatesino Alex Schwazer al centro delle polemiche al calor bianco, dopo una lunga querelle, devono essere consegnati al Ris di Parma, in una quantità sufficiente affinchè possa essere effettuato il decisivo test del Dna.

Dall’esame dovrebbe emergere la verità: ossia che quelle urine sono state manomesse, manipolate, taroccate dopo il prelievo avvenuto – incredibile ma vero – il primo gennaio del 2016.

Una data assurda, perchè in quel modo si è aperta una finestra di 24 ore, tra il prelievo e la consegna al laboratorio di Colonia, finestra temporale durante la quale si è con tutta probabilità verificata l’alterazione.

Nonostante l’ordine del giudice, però, fino ad oggi nessuna consegna da parte del laboratorio tedesco. Spiega un genetista: “più passa il tempo e più quel campione di urine si deteriora, perde cioè la sua efficacia. Si vede che i nemici di Schwazer puntano anche su questo, sul fattore tempo”.

I nemici del nostro atleta sono facilmente identificabili: la Iaaf, ossia la Federazione internazionale di atletica, e la Wada, vale a dire l’Agenzia internazionale per la lotta al doping, tirate in ballo, documenti alla mano, da Alex nel corso di alcune verbalizzazioni.

Sia Iaaf che Wada si sono sempre opposte alla consegna di quel campione al Ris di Parma. Lo hanno dimostrato con una serie di significative email d’inizio 2017 intercorse con il laboratorio di Colonia.

Hanno una paura matta, quei vertici sportivi, che il caso Schwazer possa essere il classico vaso di Pandora: se si fa luce sul giallo, si può creare una reazione a catena e quel gigantesco muro di omertà sul fronte del doping – e soprattutto dei maxi business che vi ruotano attorno – potrebbe saltare.

Condividi questo articolo

6 pensieri riguardo “GIALLO SCHWAZER / IN ATTESA DELLE URINE DA COLONIA PER IL DNA”

  1. Stefano La Sorda ha detto:

    Le provette sono a disposizione da più di un mese, per cui non dipende più ne da wada ne dalla iaaf ma evidentemente da chi deve andarsele a prendere. Non dovevano andare i Carabinieri del NAS a prenderle assieme ai periti di Schwazer e del tribunale? In un mese e mezzo non si è andati più avanti? Come mai tutto questo silenzio adesso? Prima ogni secondo era fondamentale e ci si lamentava a destra e manca, ed ora che le provette sono a disposizione tutti fermi e zitti. Il ritardo quindi non è più imputabile alla IAAF o alla WADA

    E poi bisogna finirla di scrivere falsità sul fatto che il 1 gennaio un atleta non viene controllato. Gli atleti sono controllabili 24h al giorno e 365 giorni l’anno, e le potenziali “finestre orarie di 24h per manipolazioni” sarebbero possibili in qualsiasi weekend (perchè i laboratori di domenica chiudono) o a ridosso di una qualsiasi festività quale sia il 25 dic, il 1 gen, il 6 gen, il 1 mag, il 15 agosto etc etc. La storia del 1 gen come data significativa non regge, soprattutto perchè esistono altri casi di positività per controlli fatti il 1 gennaio.

    Rimane ancora ignoto il nome del “genetista”, o meglio di “un genetista” che vi parla di deterioramento delle urine; sarebbe utile sapere il nome così l’informazione è completa. Io comunque lo avevo già scritto e ve lo ripeto: in un campione di urine dell’antidoping congelato come nel lab di Colonia, il DNA è rilevabile fino a 10 anni dopo il controllo, lo dicono illustri studi scientifici che potete facilmente trovare in rete. Gli allarmismi ingiustificati contribuiscono solo a gonfiare una storia di doping uguale a tante altre.

    Infine che Schwazer abbia tirato in ballo IAAF ma soprattutto WADA in “alcune verbalizzazioni”, ponendo il fatto che sia vero, potrebbe essere rilevante solo se si sapesse qualche particolare in più (tipo quando e di cosa ha parlato), altrimenti, visto che in altri articoli sulla falsariga di questo si sono raccontate fantasie o vere e proprie bugie, si rimane alle solite notizie sugli ectoplasmi (nel senso paranormale del termine) che tanto piacciono agli amanti del compl8

    1. redazione ha detto:

      Rilevando il curioso ruolo che lei, con la vicenda Schwazer, si è ritagliato di difensore della IAAF e della WADA e che La pone nella condizione speciale di essere super informato su tutto, le faccio presente che, o per errore dei suoi informatori o per una sua grossolana confusione, ha scambiato i carabinieri del NAS con i carabinieri del RIS… che non sono proprio la stessa cosa… se non sa neanche questo come può tranciare pareri sul resto? (a. c.)

  2. Stefano La Sorda ha detto:

    evidentemente NAS al posto di RIS è un mio refuso di battitura dovuto alla fretta. comunque ringrazio per la correzione, anche se questo è un tantino irrilevante ai fini di tutto il discorso e delle domande che ho fatto

    Rimane che qui le urine sono (finalmente) a disposizione ma nessuno se le va prendere (mi risulta che tutte le parti devono essere presenti al trasporto e che ormai ci sono tutte le autorizzazioni) da un mese e mezzo, oppure avete altre evidenze di una nuova opposizione di WADA e IAAF magari con barricate davanti ai laboratori di Colonia?
    Possiamo almeno concordare che i controlli antidoping il 1 gennaio si sono sempre fatti oppure vogliamo ancora negare la realtà?

    Per quanto riguarda i pareri per fortuna mia e vostra (visto che sono uno dei pochi a commentare) li posso dare io come altri, e possono piacere o non piacere. Io parlo per me e non mi ritaglio alcun ruolo, voglio solo evidenziarvi le numerose inesattezze diffuse su questa storia, quali:

    – opposizione della WADA al prelievo delle provette (cosa che non so come fate a riscontrare visto che mi risulta che le nelle famose email rubate alla IAAF non ci sono comunicazioni con la WADA ma che soprattutto la WADA non si sia mai opposta)
    – opposizione in malafede della IAAF al test del DNA (storicamente la IAAF ha sempre fatto opposizione al test del DNA, vedesi precedenti casi Erik Tysse ed Elisa Desco)
    – deterioramento delle urine congelate in laboratorio (parola di “un genetista” di cui faticate a fare il nome)

    Ma poi domanda, visto che sono curioso di sapere, quand’è che parlerete nel dettaglio di queste “verbalizzazioni” di Schwazer su WADA e IAAF? E apriamolo sto vaso di Pandora!

  3. Stefano La Sorda ha detto:

    Aggiungo

    facciamo anche che le provette le dovevano portare a casa di Schwazer infiocchettate in un pacco regalo, ma non lo fanno o come volete voi non lo vogliono fare.

    Si è aspettato un mese e mezzo senza chiedere e senza far valere la decisione del tribunale già certificata? E tutta la fretta di prima dove l’hanno messa?

    Che poi pure voi avete abbandonato Schwazer in balia del complotto rimanendo in silenzio per quasi 60gg, potevate stare sul pezzo prima, si rischia di cadere nel dimenticatoio

    Io cmq non ci credo, vorrei essere convinto da qualcuno che mi mostrasse delle evidenze diverse dalle solite storielle

    1. redazione ha detto:

      Forse non Le hanno spiegato che per effettuare il prelievo delle urine A e B di Schwazer c’è bisogno della presenza di tutte le controparti che debbono dare al RIS di Parma la loro disponibilità per un determinato giorno. Il resto dei romanzi se li crea a bella posta da solo, nel suo intento di apparire serioso e documentato o perfino obbiettivo (sic!): non mi risulta che ci sia alcun mistero sul nome del genetista che io stesso ho appreso direttamente dai legali di Schwazer ed è il dottor Giorgio Portera. Come me lo sanno tutti i miei colleghi che lo hanno chiesto agli interessati. Il suo problema è stato già stigmatizzato in innumerevoli circostanze da molte persone che hanno letto i suoi commenti: per lei Schwazer è stata un’opportunità per far parlare di sé e per tentare di accreditarsi presso le istituzioni implicate nel caso.

  4. Stefano La Sorda ha detto:

    Finalmente il nome del genetista! Nei vostri articoli avete scritto “un genetista” mai specificando il nome, adesso mi avete informato, grazie mille

    Come già detto io commento , ma la cosa sorprendente è che a voi da fastidio proprio quello
    Soprattutto quando cercate di screditare con storie assurde un semplice commento che può piacere o meno

Lascia un commento