5+3+3: i miliardi dell’affare Medjugorje

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Voliamo un attimo in cielo e ci affacciamo sulla nuvola celestiale dove abita Maria, sposa di Giuseppe e madre di Cristo. Possiamo esibire un lasciapassare d’ingresso al paradiso rilasciato da falsari. Sul notebook da viaggio spiccano in neretto, corpo 22 del carattere Times New Roman, le domande da rivolgerle, con il dovuto rispetto. Eccole: “Signora Madonna, di lassù, dove gode delle angeliche suonate dai maestri cherubini, ci dica, come le è saltato nella mente divina l’idea di dialogare con soggetti di scarsa cultura, per nulla rappresentativi dell’umanità? Come ha potuto negarsi all’intero popolo della Terra, magari planando con un’astronave su ogni continente per declamare messaggi da poliglotta a favore di inglesi, spagnoli, russi e cinesi, italiani e tedeschi, slavi, greci, turchi, arabi e africani, groelandesi? Cosa l’ha convinta a interloquire con sempliciotti senz’arte né parte? E poi, è credibile che sia una santa da appuntamenti fissi, scanditi per non intralciare il business da 11 miliardi che ruota intorno alle cosiddette apparizioni? Che giudizio dà del profitto che traggono in suo nome organizzatori di raduni, pellegrinaggi, vendita delle sue icone e soprattutto, che cosa ne pensa suo Figlio di questo fenomeno così artatamente mistico e così tanto mistificatorio?” Maria si avvale del diritto di non rispondere e non conosceremo mai il suo pensiero in merito. Peccato, un viaggio a vuoto nell’aldilà. Maria si avvale del diritto di non rispondere e non conosceremo mai il suo pensiero nel merito. Peccato, un viaggio a vuoto nell’aldilà.

Medjugorje è famosa e gode di visibilità internazionale per intercessione di noti testimonal: Marin Čilić, famoso tennista nato in quel luogo, Paolo Brosio, ex giornalista, organizzatore di raduni pro-Madonna, Claudia Kroll, ex vamp del star system italiano, fulminata sulla via di Damasco da vocazione mistica e Lola Falana, procace cantante e attrice americana. Poca cosa se paragonata con le moltitudini di “credenti” che assistono impavide alle apparizioni testimoniate da Vicka Ivanković, Mirijana Dragičević, Marija Pavlović, Ivan Dragičević, Ivanka Ivanković e Jakov Čolo, ex ragazzi che vantano apparizioni della Vergine Maria in quel di Podbrdo. Dicono che sia apparsa come Regina della pace. E la Chiesa, i suoi vertici, teologi e unti del Signore? Restano inerti? Accettano passivamente la leggenda di Medjugorje, la ignorano, la tollerano, ne sono complici? Tarcisio Bertone, sì quello dell’attico di trecento metri in cui si muove con evidente comodità: “Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara del 1991, che lascia la porta aperta a future indagini”. Ponzio Pilato? Un dilettante. Dei vescovi dell’allora Jugoslavia, riuniti a Zara, è la dichiarazione congiunta “Sulla base di quanto finora si è potuto investigare, non si può affermare che abbiamo a che fare con apparizioni e rivelazioni soprannaturali”. Nel 2010, la Santa Sede istituisce una Commissione internazionale di inchiesta composta da vescovi, teologi, esperti. La presiede il cardinale Ruini. Conclusi i lavori gennaio 2014, gli atti in gran segreto sono stati consegnati alla Congregazione per la dottrina della Fede. Papa Francesco, con parole molto critiche: “Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?”

Già, ma dove sono? Qua e là, a scadenze fisse, per non perdersi il serial di apparizioni in esclusiva della Madonna, circondata da migliaia di fedeli in adorazione e informati dai presunti veggenti sul contenuto dei messaggi ricevuti Maria.

Dicembre del 2017. Monsingor Henryk Hoser, arcivescovo di Varsavia e Praga, taglia netto su polemiche e contestazioni. Sancisce che il culto è autorizzato ed è lecito organizzare pellegrinaggi. Il colpo basso è diretto a Papa Francesco che bollò con una dura condanna i cinque soggetti a cui la Madonna affiderebbe le sue divine parole. Il vaticanista Benny Lai: “La curia prova a resistere ai visionari…Ancora oggi le guarigioni di Lourdes sono guardate con sospetto. Di segno opposto sono le risoluzioni della commissione guidata dal cardinale Ruini. Sulle apparizioni tredici voti sì all’autenticità, un no, uno interlocutorio. Perplessità dell’ex prefetto Gerhard Muller (“la Madonna di Medjugorje è una figura ambigua”) e di monsignor Peric, vescovo di Mostar. Se le loro voci sono rimaste inascoltate c’è da scommettere che molto dipenda dai 5 miliardi di euro dei pellegrinaggi, dai 3 di introiti dei bar, ristoranti, alberghi e da altrettanti in offerte e donazioni.

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