ZONA EST DI NAPOLI / AMIANTO KILLER ALL’OFFICINA EAV 

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Allarme amianto nella zona industriale di Napoli. Stanno infatti per cominciare i lavori per la rimozione dell’amianto nella grande Officina Eav-Circumvesuviana che si occupa di carrozze ferroviarie e si trova a Ponticelli, uno dei più popolosi quartieri nell’area est della città: ma i lavoratori non vogliono rimanere nella stessa Officina durante i 6-7 mesi che saranno necessari per portare a termine l’operazione, il cui costo è di 3 milioni e mezzo di euro stanziati dalla Regione Campania e dal consorzio Infratech. Sull’Officina verrà poi installato un impianto fotovoltaico.

Sono almeno una cinquantina, in questi anni, i morti per una serie di tumori provocati dall’amianto.

Denunciano i lavoratori: “quando piove l’amianto si sbriciola. Abbiamo già avuto decine di casi di tumore alla prostata e ai polmoni”.

E poi: “non vogliamo restare ancora in quest’Officina durante i lavori di rimozione, perchè si libereranno certo delle forti quantità di polveri di amianto che stiamo già respirando da anni”. Ancora: “fino a qualche giorno fa c’erano le finestre rotte nello stabilimento e questo è molto grave, perchè il vento e la pioggia portano tutto dentro e noi mangiamo quell’amianto. Lo stiamo denunciando da tre anni. Se ne sono accorti adesso e hanno riparato le finestre perchè il governartore De Luca (che ha fatto visita all’Officina, ndr) non deve respirare neanche un po’ di amianto”.

Da ricordare che nella zona di Posillipo, sempre a Napoli, è localizzata un’altra bomba ecologica regolarmente ignorata dagli amministratori pubblici: il grosso deposito dell’ANM, l’azienda napoletana dei trasporti, da anni in disuso. Sottolinea un abitante della zona: “da anni non si fa niente, eppure è tutto ricoperto di amianto. Immaginate la quantità di polveri che si spargono nell’aria, soprattutto quando c’è vento? Qualche settimana fa il Comune ha fatto dei lavori per rimuovere l’amianto da una piccolissima cava costiera, roba da una ventina di metri quadrati. E qui che il deposito è gigantesco? E poi su tutto il costone che affaccia sulla baia di Trentaremi a Nisida? Niente”.

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