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GIORNALISTI MINACCIATI / IN CAMPO I PALADINI MINNITI E GENTILONI


6 dicembre 2017 autore: Cristiano Mais



cop minniti

Gentiloni e Minniti in campo per tutelare la libertà d’informazione e la sicurezza dei giornalisti. Fake news o cosa? Meglio chiamarla una sceneggiata.

Atto primo. Al Viminale con il ministro degli Interni Marco Minniti e il capo della polizia………….. Gabrielli vengono convocati i vertici dell’Ordine dei giornalisti e della Federazione della Stampa, ai quali viene raccontata la solita favoletta: dopo gli ultimi episodi di violenza come quello di Ostia, adesso prendiamo noi in mano la situazione e d’ora in poi i giornalisti potranno dormire sonni tranquilli. Adesso mettiamo su un Osservatorio che garantisca il monitoraggio di tutte le situazioni a rischio.

Boom. Lo stesso Minniti ne aveva parlato un mese fa. Ma adesso si fa sul serio.

Atto secondo. Tutti dal premier Paolo Gentiloni, che parla della necessità di un’informazione ‘libera, autorevole e professionale’. E auspica che ai giornalisti non venga fatta la bua.

Ma sia Minniti che Gentiloni dimenticano per strada l’unica non-fake, il vero, gigantesco pericolo per quel che resta – ormai i brandelli – della libertà d’informazione. Le intimidazioni, le minacce, le estorsioni per via giudiziaria, le querele temerarie, le citazioni civili milionarie, che oggi si affinano sempre di più.

Fa più male un cazzotto, una testata o la richiesta di 40-50 mila euro sparata alla tempia di un giornalista? Ormai fabbricate con lo stampino, le citazioni vanno già a segno in primo grado – con scodinzolanti sentenze al seguito – quindi sono provvisoriamente esecutive, con l’ufficiale giudiziario che bussa in tempo reale alla porta.

Ma c’è di più, da qualche tempo a questa parte. Per fare un solo esempio, al tribunale di Cassino sta prendendo piede la condanna penale (in caso di querele) in primo grado accompagnata da una provvisionale che varia fra i 3 e 6 mila euro, tanto per gradire. Fino ad oggi, in Italia, ciò è successo solo per reati di sangue o per fatti di mafia. Adesso lo stupratore o il mafioso di turno è il giornalista.

Ma queste cose a mister Minniti e a mister Gentiloni – i paladini per la difesa dei nostri diritti e della libertà di stampa – la fata turchina non le ha ancora raccontate…

 

Nella foto Marco Minniti




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