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Letargo o malafede


2 dicembre 2017 autore: Luciano Scateni



selfie

La parola letargo si addice agli orsi e ad altri animali che ai primi freddi rallentano la circolazione del sangue e attingono con parsimonia alle riserve di cibo in forma di grassi. Letargo, con un’audace variante gergale esemplifica bene anche il torpore patologico di chi dimentica per non voler ricordare. E’ quel che succede agli sfegatati fan di star del cinema e della televisione, di primi attori o di sport popolari, qual è il calcio. Inutile prendersi per i fondelli c’è anche un finto letargo e contagia chi, colto con le dita nella marmellata, si scusa rivelando di avercele messe per sbaglio.

Ci cascano in molti. Politici, attori, calciatori. Maradona in foto con i Giuliano di Forcella è uno dei casi più famosi. Nei giorni scorsi la Meloni di Fratelli d’Italia, è stata immortalata in un inequivocabile e sorridente selfie con uno degli Spada, socio in malaffare delle bande che imperano ad Ostia.

Il peggio è fresco di giornata. L’autoscatto sviluppa su carta sensibile, fotografica, il faccione di Salvini, rubicondo, del tipo coltivatore diretto della Val Brembana, sorriso “Colgate” e occhio languido. A pochi centimetri abbaglia il sorriso sulla faccia da scugnizzo di Lorenzino Insigne, canini e premolari candidi a vista, unico napoletano in maglia azzurra. Il leghista è vicino all’orgasmo: cosa potrà mai bilanciare i danni di questo spot gratuito con cui vorrebbe far dimenticare l’odio razzista che lo ha connotato per anni?

No, giovane Insigne. Passi per Callejon, anch’egli presente nel selfie: è straniero, potrebbe, ignorare gli insulti che il leghista ha vomitato su Napoli e i meridionali.

Tu no, tu sei figlio di questa terra e per motivi professionali hai girato in lungo e in largo l’Italia degli stadi. Non lo hai fatto in letargo e dovresti conservare nella memoria auditiva i cori che facevano appello al Vesuvio perché distruggesse la tua città, gli insulti (“colerosi”), le infamanti bugie. Tu dovevi rifiutare di apparire in compagni e sorridente con il Salvini secessionista, xenofobo, biecamente nordista. Non averlo fatto genera un bel dilemma: hai assecondato la furbata di Salvini in un momento di letargo mentale o eri ben desto, ma colpevolmente distratto, o peggio, eri consapevole? Scegli uno delle tre ipotesi e medita sulla perniciosa superficialità nell’accostamento di un grande campione napoletano,quale sei. allo squallore di chi, nel bel mezzo dello Stivale, vorrebbe erigere un muro di divisione tra Nord e Sud.

Peccato, il castello di sabbia che custodisce gaffe, odiosa supponenza, legami a nodo doppio con il peggio della società americana, traballa e non crolla, ma il maglio della verità comincia a picchiare forte alla sua base, al consenso per Donalld Trump. L’ auspicio è che la costruzione imploda presto. L’America degli onesti, di quelli che picchiano sulla base del castello per abbatterlo, sono allerta e osservano con ottimismo il nesso dell’incriminazione di Flynn con l’intero impianto del Russia Gate, che accusa Trump di intralcio alla giustizia. Matura il tempo dell’impeachment? Il mondo ci spera.




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