Il tratto gentile di Virginia nella satira di Gene Gnocchi

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Una grande azienda americana di materiale fotografico, per non far nomi la Kodak, si fregiò di uno slogan incisivo, efficace: “E’ bello sapere che c’è”. Lo ha ripreso il marketing dell’ex cavaliere con “Menomale che Silvio c’è”. Aggiornamento? “Abbiamo Virginia, grazie o dei dell’Olimpo”. Quest’ultimo osanna è un nostro dono di Natale per la sindaca di Roma, oggetto di satira pungente dell’estroso Gene Gnocchi, che le dedica una delle sue performance in pura ironia, a posteriori dell’accorato appello della Raggi agli abitanti abusivi: “Per favore, ha chiesto, lasciate le case”. Non c’è stata per ora risposta (ma che sorpresa!) e Gene Gnocchi le ha proposto altri inviti. Alle buche stradali: “Rriempitevi da sole”, ai Rom: “Trasferitevi in Toscana”, ai rifiuti urbani: “Autodistruggetevi”.

I pubblicitari della Rai, se esistesse, meriterebbero il Nobel per le attività promozionali. Inventarono uno strepitoso “Rai, di tutto, di più”. Con opportuna petizione si potrebbe cedere alla Raggi. Gratis, per demeriti assortititi.

Vatti a fidare. Perfino le iene, castigatrici del malaffare, hanno scheletri nell’armadio. Rinviati a giudizio, a Bari, tali Domenico De Pasquale e la moglie Corinna Martino. Il De Pasquale, ex inviato delle Iene è accusato di truffa, simulazione di reato, falso, calunnia e diffamazione. Il raggiro ai danni di Mediaset: si faceva pagare servizi di casi inventati e spacciati per veri, realizzati con figuranti e attori.

Il fascino dell’impossibile è suggestivo per il grezzo Salvini. L’ultima conferma è nella sua esternazione di alto profilo internazionale, che incorona Putin al top tra gli uomini di governo del mondo e auspica che in Italia spunti fuori un sosia del leader russo (vuoi vedere che pensa a se stesso?). Il Matteo leghista non è nuovo a gaffe e corbellerie a ruota libera. Un suo slogan razzista, odiosamente xenofobo fu “Prima gli italiani, poi i negher”. Questa volta raccoglie indignazione, perfino da suoi alleati (la Prestigiacomo di Forza Italia) la cinica frase sul tema delicatissimo del biotestamento: “E’ roba che riguarda i morti, io più che del fine vita mi preoccupo della vita”.

In tema di razzismo. Il verdetto del concorso per “Mister Friuli” (ma quando aboliranno questo stolto retaggio dell’apparire sull’essere?) ha incoronato con 116 voti su 120 Alioune Diouf, un gigante senegalese d’ebano, di diciotto anni. Apriti cielo. Sui siti web una valanga di insulti razzisti e invocazione per la valorizzazione della “Razza friulana, pura e distillata”, ma soprattutto con la pelle bianca (ndr). La replica dell’eletto: “Considero i friulani molto simpatici”.

Denuncia Rifondazione comunista che c’è da tempo una pericolosa deriva di stampo fascista a Como, in Lombardia, in Italia ed in Europa, purtroppo sottovalutata dalle istituzioni”. La preoccupante dichiarazione stigmatizza l’irruzione di esponenti dell’associazione Veneto Fronte Skinhead di estrema destra, che hanno interrotto la riunione di “Como senza frontiere” per leggere un volantino che condanna “l’invasione di migranti” La risposta: “Continueremo la nostra battaglia antifascista”.

Il perché di un Fabio Fazio prono nell’ospitare Berlusconi: conoscendo il soggetto è quasi certo che gli abbia imposto domande “gradite” e vietato quelle tabù. Ma chi ha costretto Fazio ad accettare il diktat? E’ questo il back ground interessante. Forse il prezzo che il conduttore-produttore deve pagare per restare sul “mercato?”

Riparte il carrozzone del Giro ciclistico d’Italia ed esulta Israele, perché il via avverrà a Gerusalemme ed è uno spot politicamente rilevante per Benjamin Netanyahu, un’incomprensibile spallata al faticosissimo lavoro della diplomazia mondiale che lavora per la fine dell’ostilità sanguinosa con la Palestina. Una domanda agli organizzatori del Giro: “D’accordo sulla prossima partenza dalla striscia di Gaza?

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