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LIGRESTI / SECONDA CONDANNA. E CIMBRI ATTENDE NEWS…


28 novembre 2017 autore: MARIO AVENA



Salvatore Ligresti. In alto nel fotomontaggio Carlo Cimbri e Maria Elena Boschi

Seconda condanna in primo grado per l’ex re di polizze e mattoni Salvatore Ligresti. E’ da cinque anni quella appena pronunciata dal tribunale di Milano per ‘aggiotaggio manipolitivo’. Mentre di sei anni era stata la precedente condanna, pronunciata a Torino, per falso in bilancio e aggiotaggio  informativo. Insomma, di tutto e di più.

La condanna inflitta a Milano prevede anche 250 mila euro di risarcimento alla Consob, 100 mila euro di multa e soprattutto una confisca da novanta: 4 milioni di azioni Unipol-ex Premafin custodite in Svizzera.

Dettaglia il Corriere della Sera: Ligresti “con l’immobiliarista Giancarlo de Filippo e il fiduciario Niccolò Lucchini, condannati a 4 anni e 3 anni, ha manipolato tra il 2 novembre 2009 e il 16 settembre 2010 il valore di Borsa dell’azione Premafin (poi fusa in UnipolSai) con compravendite per 9 milioni effettuate da due trust off shore delle Bahamas (Ever Green ed Heritage) riconducibili a Ligresti e titolari del 20 per cento del capitale dell’allora sua società”.

A sostenere l’accusa i pm meneghini Luigi Orsi e Giordano Baggio.

Carlo Cimbri. In alto Salvatore Ligresti

Carlo Cimbri. In alto Salvatore Ligresti

Ma da un paio d’anni è in corso un’altra inchiesta, e di nuovo a Torino. Stavolta riguarda proprio l’operazione di acquisto della SAI di casa Ligresti da parte del colosso un tempo rosso Unipol.

Sotto i riflettori il numero uno di Unipol, Carlo Cimbri. Il pm Marco Gianoglio sta ricostruendo tutti i dettagli della più che controversa operazione e nella primavera 2016 ha affidato una perizia a due consulenti. I quali, però, l’hanno presa con estrema calma. Infatti, era previsto il deposito della loro memoria a fine 2016, invece hanno chiesto proroga su proroga.

Si tratta di un lavoro molto complicato di ricostruzione di passaggi e scenari – spiegano gli esperti – ma un anno e mezzo è davvero troppo, soprattutto per i tempi della già lentissima giustizia di casa nostra.

Gli ultimi rumors parlano di una consegna natalizia, un cadeau sotto l’albero. Altrimenti, sarebbe da vero guiness dei primati, la bellezza di un triennio per la confezione di una perizia, dal 2016 direttamente al 2018!

 




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