Il Racconto della Domenica – La fatale attrazione di Hammamet – di Luciano Scateni

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“…nu latitante è na foglia int’o viento / nun pò allucca nun pò dì so’ innocente / telefono a casa pe’ dì sulamente / rimane è natale, vulesse turnà / nu latitante nun tene ’a speranza, nun pò turna…” 

Sono struggenti (ma solo in ambiente malavitoso) i versi di questa canzone del genere neomelodico dedicato al povero recluso nella cella di Poggioreale. E’ la vigilia di Natale e non può tornare al tepore della casa, al simbolismo dell’albero addobbato. “Nu latitante” ha vissuto momenti di grande successo discografico e radiofonico e avrà certamente toccato le corde sensibili di Matteo Messina Denaro, boss di Cosa Nostra, latitante dal 1993, il più ricercato del mondo. Ed è molto probabile che la rapida diffusione della canzone pro detenuti abbia raggiunto la sponda africana dell’Italia dove Craxi scelse di stabilire la sua latitanza, che il leader del Psi pluricondannato l’abbia ascoltata ad Hammamet, sintonizzato per caso sulle frequenze di radio napoletane. Commozione assicurata.

 

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