IL RE DI MILANO / ROCCA SUPERSTAR NELL’INNO DEL CORSERA

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In ginocchio da te. E’ il motivo che fa da sottofondo ad un fresco articolo uscito sul Corriere della Sera e dedicato a un imprenditore che più illuminato non si può, l’ex numero uno di Assolombarda Gianfelice Rocca, a capo di un impero di sanità & acciaio. Un vero inno al Maestro, quello intonato dall’autore, Giangiacomo Schiavi.

Il quale, tra acuti e gorgheggi, dimentica per strada qualche piccolo dettaglio: a partire dall’inchiesta per corruzione internazionale a carico della corazzata di casa Rocca, Techint, sotto i riflettori non solo a Milano (dove scavano pure sul tesoro di San Faustin della Rocca dinasty), ma anche in Brasile per le maxi tangenti Petrobras. Per finire ai misteri somali: Ilaria Alpi, infatti, 23 anni fa indagava sugli affari italiani nel Corno d’Africa, tra fondi Fai e della cooperazione, fra traffici di armi & monnezze super tossiche: e Techint, all’epoca, lavorava anche in Somalia.

Ma chissenefrega. Scordammoce ‘o passato e applaudiamo tutti al prode Rocca. Le cui meraviglie vengono così dipinge dal genuflesso Schiavi.

Gianfelice Rocca

Gianfelice Rocca

Ecco il superbo incipit: “La parola chiave è ecosistema. Gianfelice Rocca la usa dopo il sindaco Sala e il presidente Maroni per spiegare che Humanitas è una piattaforma strategica nel futuro di Milano, l’anello che unisce pubblico e privato in un percorso virtuoso di competizione e collaborazione”.

Il gioiello scientifico di casa Rocca, il super polo Humatitas, che dovrebbe diventare – nel Rocca Pensiero – trainante sia nella vicenda del polo farmaceutico che Milano spera di accaparrarsi; e sia per il futuro Technopole che dovrebbe sorgere sui terreni ex Expo. Due cavalli sui quali la scuderia Rocca punta molte fiches. Ma torniamo all’inno del Corsera.

“Con il campus universitario, che alza lo standing internazionale della città che oggi rappresenta il meglio del Paese, si aggiunge un altro tassello al progetto visionario di vent’anni fa: creare con Humanitas e la sua attività clinica, la ricerca e la didattica, un triangolo della conoscenza in grado di dialogare alla pari con i grandi atenei del mondo, da Harvard a Stanford”. Mitico.

Travolto da un fiume di dolci parole, Schiavi coglie gli attimi fuggenti nella Mente del Vate: “La sfida è coniugare efficienza, scienza e umanesimo che sono una specificità italiana, partendo dagli ospedali, luoghi dove far crescere un settore fondamentale per lo sviluppo: le scienze della vita”. Basta poi camminare sulle acque e il più è fatto.

Continua il pittore del Corsera: “Rocca ama i numeri e offre al presidente Mattarella la sintesi di una sfida che parte da Milano”. Eccone qualcuno: 4 mila persone curate ogni giorno da Humanitas, 50 mila ingressi annui al pronto soccorso, investimenti per 100 milioni di euro l’anno “senza contributi statali”, l’ultima donazione da parte di un ‘manager-filantropo’ (!), Mario Luzzatto, pari a 22 milioni di euro.

Ma “l’Hub della conoscenza” – così viene dipinto – ha qualche problemino di cassa, nonostante le mega donazioni filantropiche. “Dietro le quinte – ammonisce Schiavi – il presidente di Humanitas avverte qualche scricchiolio, l’equilibrio che tiene insieme l’ecosistema Milano è arrivato al punto limite, servono scelte, strategie, visioni”.

Arriva l’Apocalisse? Non ancora. Ma quasi. Ecco la diagnosi del Profeta: “Si rischia di avanzare nella nebbia”. Forse quella padana.

Ma perchè non arriva qualche aiutino pubblico?

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